Cultura e spettacolo

Stivaletti, intervista all’effettista italiano

Stivaletti, il maestro degli effetti speciali

Romano, cresciuto a pane e sale d’essai dove, assieme al padre, trascorreva le domeniche a suon di western, polizieschi e chi più ne ha ne metta, Sergio Stivaletti è il più celebre, o uno tra i più, effettista italiano. Dopo qualche esperimento, nel 1985 la grande occasione: curare gli effetti speciali per Phenomena di Dario Argento. Da lì una escalation che lo ha portato al fianco dei più grandi nomi del cinema.

Stivaletti

L’intervista

Avvicinato in occasione del recente Festival Fare Critica (Lamezia, 19-23 febbraio 2019) Sergio Stivaletti, già regista oltre che effettista e, recentemente, nuovamente dietro la macchina da presa per il suo Rabbia Furiosa – Er Canaro, del quale è anche produttore, ha rilasciato ai nostri microfoni alcune dichiarazioni.

Stivaletti

Qual è il tuo rapporto con la critica?

Il rapporto con la critica l’ho vissuto da effettista per Argento, il quale è poco amato da una certa critica e lodato da altra. Salvo un certo snobismo, che non mi spiego, non ho mai avuto delle vere bordate che particolarmente ricordi. Nel mio ultimo film, ad esempio, qualche critico ha particolarmente apprezzato la mia scelta registica in merito agli attori. Credo infatti che almeno uno tra loro avrebbe meritato una menzione per qualche premio. È stato quindi un film nel complesso ben accolto dalla critica.

Sergio Stivaletti è un nome che, almeno in Italia, rimanda immediatamente all’horror. Ma come ti approcci al genere?

Per me l’horror rappresenta una piccola parte di quella che è la mia passione, ossia il cinema fantastico. In Italia siamo costretti, in realtà, a fare il fantastico tramite l’horror.

Sei balzato agli onori di cronaca grazie ad Argento e in particolare al suo Phenomena per il quale hai curato gli effetti speciali. Che ricordi hai del set?

Rimane il mio esordio nel mondo degli effetti speciali. È stato il momento in cui qualcuno si è accorto di me e mi ha dato grande fiducia. Oltretutto è stato un film dove l’ingegno e l’entusiasmo che evidentemente mi caratterizzavano, ho avuto modo di mettere in atto.

Stivaletti

Di recente è uscito il (non)remake di Suspiria firmato Guadagnino. Cosa ne pensi?

Un film che non mi ha lasciato nulla. Stravolgere un film come Suspiria non è semplice.

Argento sicuramente è una delle figure portanti, seppur non pionieristiche, del genere in Italia. Ma hai lavorato anche con altri. A chi, oltre a lui, ti senti particolarmente legato a livello professionale?

Subito dopo Argento, Bava e Soavi. Con Lamberto Bava abbiamo esplorato anche il fantastico con Fantaghirò, ad esempio. Sono dunque registi che hanno dato tante opportunità a me. Soavi è per me un regista surreale, capace di dare quel tocco onirico ai suoi film come in Dellamorte Dellamore, ad esempio. Tutti lavori apprezzatissimi all’estero poi.

Purtroppo quello che una volta era un vero e proprio filone in Italia, oggi si è trasformato in qualche esperimento, a volte riuscito (vedi Zampaglione o Zuccon) e a volte no da parte di giovani leve. Confermi? E se confermi a cosa credi sia dovuto tutto questo?

Sì, anzi direi proprio esperimento non riuscito. Molti di questi ragazzi trascurano aspetti che possono poi distruggere il film come il doppiaggio, il suono, ecc… Quindi, chi non cura questi aspetti, purtroppo poi distrugge una buona idea attraverso un lavoro sprecato. Io ne ho accompagnati diversi, come Albanesi, Pastore o altri, ad esempio. Forse ci vorrebbe un David che premiasse qualità-prezzo.

Credi che il futuro del genere sia nella TV?

Il presente direi che è in TV. Il futuro sicuramente. Io ho difficoltà a distaccarmi dalla sala, ma è sotto gli occhi di tutti che la TV è il futuro. Questo anche perché abbiamo un meccanismo di produttori che penalizza fortemente il cinema e i talenti nascosti. 

Sei anche regista, oltre che effettista. Come consideri il panorama distributivo in Italia per un film di genere?

Sono entrato da poco sul mercato distributivo, ma ho subito compreso che la distribuzione è una vera e propria lobby. Se un film è bello infatti non è detto che esca in sala. Forse ancor prima che il film venga realizzato infatti le distribuzioni si accordano per faro uscire su larga scala.

Prossimi progetti, dopo il tuo Rabbia furiosa?

Come effettista, scaramanticamente, non mi sbilancio. Come regista e produttore ho diversi progetti: uno sugli alieni, il cui titolo è Ombre aliene.

Nico Parente

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