Cultura e spettacolo

Tutto il mio folle amore

«Il viaggio, la musica, le strade senza nome, dove emozioni e sentimenti trovano lo spazio per volare. Insomma rock and roll! Di nuovo in strada, dove a volte ho bisogno di tornare». È così che Gabriele Salvatores descrive il suo nuovo film, Tutto il mio folle amore. On the road per il mondo, dalle strade dell’Italia ai Balcani, il regista ha documentato su Instagram l’esperienza sul set con un aggiornamento costante, coinciso con l’inizio delle riprese della pellicola lo scorso settembre.

Basato sul libro di Fulvio Ervas

Basato sul romanzo di Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura, il film racconta la ricerca di normalità di un padre, Franco, per il figlio autistico, Andrea, che, pur contro il parere medico, decide di far godere appieno al ragazzo la vita. «Per certi viaggi non si parte mai quando si parte, si parte prima. Molto prima», recita così il mantra che Franco e Andrea hanno fatto proprio e che è diventato slogan ufficiale de I Bambini delle Fate, organizzazione concentrata nell’offrire una visione differente dell’esistenza a chi è affetto da autismo, ispirata proprio dall’avventura vissuta dai due.

Tutto il mio folle amore raccontato come un viaggio

Partiti da Trieste, Salvatores e la sua troupe sono arrivati in Slovenia e Croazia, accompagnati da un cast che vanta tra i protagonisti Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono e Giulio Pranno, alla sua prima volta sul grande schermo. «Sono contento di tornare a fare un film con degli attori che amo come Diego Abatantuono e Valeria Golino», sottolinea Salvatores, «Attori con cui ho già avuto avventure in viaggio, come in Messico, dove fra l’altro era coinvolto anche Mauro Pagani con Puerto Escondido. Insomma, abbiamo rimesso insieme la band».

La musica e il film

La musica, infatti, sarà uno degli elementi vitali per Tutto il mio folle amore. Mauro Pagani curerà i brani della colonna sonora, dagli arrangiamenti di Nel blu dipinto di blu e Vecchio Frac di Domenico Modugno, in stretta collaborazione con la sceneggiatura. «È stato come dare il primo colore a questa storia», ha affermato Pagani parlando del lavoro con Salvatores. E proprio su Instagram il regista ha condiviso una serie di scatti che mostrano il destreggiarsi tra sax, steadycam e allestimenti vari per la sequenza musicale di un matrimonio. Non un film sull’autismo, ma sulle possibilità che può offrire la vita, con un padre e un figlio pronti a superare i confini e conoscere se stessi.

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