Cultura e spettacolo

Venezia in chiaro

I pittori si torturano il cervello per rapire il segreto del colore di quest’unica città” P.G. Molmenti

Non esiste luogo più segreto e misterioso di Venezia, specialmente per un artista, diviso tra fedele descrizione del vero e astrazione espressiva.

La bella mostra “VENEZIA IN CHIARO, Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento” contribuisce a risolvere molti enigmi grazie alla luce e alle sfumature di grandi artisti che in quegli anni hanno saputo interpretare il più difficile dei racconti: la veduta prospettica e d’invenzione del paesaggio dal vero a Venezia e in laguna. Non mancano scene di quotidianità, ponti, palazzi, colonne, pietre, la bellezza tizianesca delle popolane.

Curata da Luisa Turchi e Stefano Cecchetto, l’esposizione documenta emblematicamente una stagione vitale del linguaggio pittorico, opportunità straordinaria per scoprire la visione diurna della città, pervasa da atmosfere incantate.

Ben settanta opere provenienti da importanti collezioni private, occasione unica quindi per ammirarle tutte insieme a Palazzo Querini, suggestivo edificio veneziano.

Itinerario artistico per eccellenza, ma anche cinematografico. Non a caso, nel film “Indiana Jones e l’ultima crociata” Harrison Ford, dopo essere entrato nella chiesa di San Barnaba, esce da un tombino del campo, sconvolgendo la quiete degli avventori ai caffè.

Sempre qui, Katharine Hepburn precipita nel canale in “Tempo d’estate”, scena che lei volle ripetere senza controfigura, da quel tuffo, si racconta, sviluppò un’infezione cronica agli occhi.

Lasciamo il set hollywoodiano prendendo Calle Lunga San Barnaba dove troviamo Palazzo Querini. Immediatamente lo sguardo inizia a navigare tra la quiete della laguna, i canali della Giudecca, la pescheria di Chioggia, i campi veneziani.

Campo Santa Margherita”, è il logo della mostra, capolavoro di Ettore Tito che abitava nelle immediate vicinanze.

È infatti strategica la scelta della zona: sestiere Dorsoduro, a pochi passi dall’Accademia di Belle Arti, in questi luoghi abitavano numerosi artisti presenti nella rassegna.

 

Firme notevoli che possiamo ammirare nei più importanti musei: Giacomo Favretto, Luigi Nono, Ettore Tito, Alessandro Milesi, Pietro Fragiacomo.

Dai virtuosismi coloristici di Guglielmo Ciardi alle modernità di Umberto Moggioli.

Questo corposo viaggio nella luce del paesaggio lagunare rappresenta un autentico “stato d’animo” un liberarsi dalle costrizioni accademiche per sfociare nel Post-impressionismo.

Meraviglioso percorso che dalla fine dell’Ottocento giunge simbolicamente alla nostra modernità.

La mostra è promossa dal Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, in collaborazione con la Fondazione Levi di Venezia, con Demarco Arte Since 1953 e patrocinata da Bevilacqua La Masa e Fondazione di Venezia.

 

Sino al 13 gennaio 2019

Palazzo Querini, Calle Lunga San Barnaba 2691

Da mercoledì a domenica dalle 11 alle 18

Chiuso festività natalizie, 31 dicembre, 1° gennaio

Ingresso Libero

Elisabetta Pasquettin

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