Cultura e spettacolo

Zaia-Balasso, causa archiviata

«Lui perde e io ho ragione». Con queste parole il comico polesano Natalino Balasso ha affidato ai social l’epilogo della bagarre giudiziaria innescata dal presidente della Regione Luca Zaia. Dopo la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Daniela Moroni, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia, Francesca Zancan, ha confermato l’archiviazione della querela per diffamazione presentata da Zaia contro Balasso. L’accusa mossa dal presidente veneto al comico? Aver pubblicato su Facebook, nel maggio del 2020, la foto di un post del musicista Marco Furio Forieri (ex Pitura Freska). Un post – poi rimosso e smentito da Furio, sostenendo che qualcuno avesse usato il suo account – nel quale si faceva riferimento al passato da pr in discoteca di Zaia: «Dopo un concerto dei Pitura Freska è entrato in camerino domandandoci se volevamo delle tr… per il post concerto. Ora è il nostro governatore, figata!». Nel pubblicare la foto del post, Balasso aveva aggiunto un commento: «E se lo dice Furio…».

Balasso vince

A metà giugno Balasso, difeso dagli avvocati Roberto Ghini e Paolo Franzoni, aveva spiegato le sue ragioni in tribunale: «Ho pubblicato la foto del post, con una battuta riferita a un’altra battuta, senza l’intenzione di diffamare nessuno. Se qualcuno mi avesse detto di sentirsi offeso avrei tolto il post, senza nessun problema». Zaia, in quei giorni, aveva fatto sapere di essere pronto, di fronte alle scuse del comico, a ritirare la querela. «Ma di che cosa dovrei scusarmi, di una battuta?», aveva replicato Balasso.Che ieri ha scelto la propria pagina Facebook per annunciare l’archiviazione del procedimento: «Dopo il pubblico ministero, anche il gip fa sapere a Luca Zaia che denunciarmi è stata una pessima idea. E così lui perde e io ho ragione. Con tutta la prosopopea con cui mi imponeva di chiedergli scusa per ottenere il perdono ha fatto quella che in termini poco giuridici si può ben definire una solenne figura di m…».

La critica ai colleghi

Nel ringraziare i legali che l’hanno difeso, Balasso non risparmia critiche: ai colleghi artisti «che per leccaculismo e vigliacchieria hanno preferito tenersi equidistanti dalla questione, con cattolica rassegnazione al fatto che sia giusto che un potente vessi un suo suddito pagliaccio», ma anche a quelli dell’opposizione «i quali, siccome tanto la Lega vince sempre, ostacolano il mio lavoro per tenersi buoni i padroni per elemosinare incarichi dal principe». E poi a chi ha riempito di commenti critici il suo profilo Facebook, nel commentare la vicenda, e quindi allo stesso Zaia: «Presidente io ora ti chiedo scusa, ti chiedo scusa perché per un attimo mi sono illuso che il problema del Veneto fossi tu. Il problema sono tutti quelli che tutti i giorni ti vogliono dimostrare come calpestano i tuoi nemici grazie alle briciole di potere che becchettano e che sperano di continuare a becchettare». E poi un ultimo auspicio: «Agli artisti tutti rivolgo una raccomandazione: il vostro lavoro, la difesa del vostro lavoro, non sia mai una scusa per avere paura».

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