Economia e Politica

A un metro dalla crisi

Un metro per la salvezza, o la follia. Cento centimetri, stabiliti per legge, tra un essere umano e l’altro, senza distinzioni, senza deroghe parentali o professionali. Il nuovo decreto della presidenza del Consiglio per l’emergenza coronavirus entra a gamba tesa negli unici luoghi che davano ancora l’illusione di non essere colpiti. I bar, i locali e i ristoranti.

L’intervista a Cipriani

Chi si ribella è Arrigo Cipriani che non le manda a dire. «Per il Corona cerchiamo un vaccino, ma l’idiozia è impossibile da debellare». Non male come inizio. Spirito e sarcasmo, sono le armi con cui Arrigo Cipriani, patron dell’Harry’s bar, affronta il tema del Coronavirus.

Come vede la restrizione a un metro di distanza?

«È un provvedimento eccezionale, ho già fatto il conto, noi abbiamo dieci tavoli, così facendo ne restano tre. Bene, vuol dire che registreremo sempre il pienone. Sono 67 anni che son sposato, a quando lo stesso provvedimento anche per il letto matrimoniale? Così dormo da solo. E anche mia moglie è stufa eh. Diciamo che è una cosa su cui bisogna riderci sopra».

Ma secondo lei dobbiamo preoccuparci?

«Ci sono due tipi di emergenza, la prima è quella legata al Coronavirus, del quale sappiamo ancora non esistere un vaccino, ma poi è altrettanto rilevante un altro virus, quello dell’idiozia. E su quello non c’è nulla da fare, è impossibile da debellare ed esiste da sempre. La combinazione dei due sta facendo strage, c’ho ragionato a fondo. E’ come la volta del Carnevale. Cancellare il Carnevale così è come proibire Natale a Santo Stefano. Mi sbaglierò, ma la gente non sta seguendo questa vicenda con l’ansia e il terrore che trapela dalle decisioni dei suoi governanti di ogni ordine e grado. La verità è che questa città può chiudere solo sulla carta, perché chiuderla davvero è impossibile. Potremo sbarrare ogni frontiera, ma avremo sempre Venezia, che appartiene al mondo, e non a noi».

L’Harry’s ne è colpito?

«È comunque stagione invernale e siamo reduci dal Carnevale, che per noi è sempre un periodo negativo. Questi fatti hanno però inciso per il 30-40% in meno di fatturato. Poi basta osservare i vaporetti, sembrano tutti la linea N. La linea che serve Venezia di notte, quando si registra meno affollamento del giorno. Il Deserto dei tartari».

Come far rispettare la regola del metro?

«Bisognerebbe imporre l’obbligo di fumare a bordo. Quando alle 11 sono andato al lavoro, almeno se ci fosse il fumo ci sarebbe maggior intenzione nel far ricambio d’aria (e ride ndr). E intanto, nonostante le rassicurazioni di tanti, Venezia è deserta».

Carnevale saltato e un metro per un caffè

«È finito il vero Carnevale, questo potrebbero farlo tranquillamente a Chirignago. Il pienone c’è solo quando i turisti arrivano per andare a vedere il Volo dell’Angelo che scende dal campanile. Ma le persone vengono solo perché sperano di vedere il cavo rompersi e la morte in diretta».

Una soluzione?

«La lotta all’idiozia è l’unica cosa, e questa si combatte con il senso di umorismo, riuscire a prendere in giro tutti sarebbe un ottimo risultato. Per il resto ho letto che si prevede la sospensione dei pagamenti di alcune imposte, non si sa mai che, sospendi oggi, sospendi domani, dopodomani non ci si ricordi più di cosa si stia parlando e vadano dimenticate. Pensate al baracchino in Piazzale Roma che vende solo caffè al banco. Come misura il metro? Adesso forniranno ai vigili il metro da sarto. Mi immagino la scena. Occhio! Sei a 95 cm dal vicino. Ora scatta la multa. Multa? Ma quale multa? Di quanto? Stiamo scherzando? Basta con questo allarmismo. Vanno bene le regole ma stiamo diffondendo un morbo assurdo e senza cure: il panico. E questo perchè i nostri governatori l’hanno voluto scatenare. Ora scusatemi ma vado a separare di un metro le sedie del balcone. Non sia mai che controllino anche se offro il Bellini a meno di un metro».

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