Economia e Politica

AdHoc, risorsa giovani imprenditori

Abbiamo intervistato Martina Agrizzi, responsabile AdHoc e figlia del fondatore Giordano Agrizzi, ideatore della community innovativa di aziende fondata sui legami tra le persone.

L’intervista

Data la sua esperienza, come chiedono i giovani imprenditori di fare parte di AdHoc? “Uno degli aspetti più interessanti quando consideriamo i giovani in AdHoc, è il fatto che, al contrario degli imprenditori delle precedenti generazioni, sono loro a cercare il primo contatto con realtà come la nostra: ne comprendono fin da subito il valore e capiscono quanto l’interazione tra persone al fine di condividere know-how ed esperienze sia fondamentale per la loro formazione in quanto titolari d’impresa”.

La Community

Come viene vista la community AdHoc dagli imprenditori under 40? “La community AdHoc per un imprenditore under 40 viene sicuramente percepita come una grande opportunità di relazione e networking. Ciò che si fa più fatica a trasferire però, è l’importanza di vivere tutto questo all’interno di un sistema valoriale ben definito: una relazione senza spirito di condivisione, etica, responsabilità, non si può considerare di certo una relazione “autentica” e di valore. Questo sistema di valori di cui parlo è un qualcosa che, soprattutto nelle ultime generazioni, è venuto a mancare e proprio per questo è cosi difficile trovare colleghi allineati su questa visione”.

Gli eventi AdHoc

Come funzionano gli eventi organizzati al mercoledì sera? “Uno dei capisaldi su cui si fonda parte dell’attività di AdHoc sono le serate del mercoledì sera, chiamata work group, che attualmente vengono organizzate 3 volte al mese a Treviso, Vicenza e Verona. È l’appuntamento di ritrovo per gli imprenditori che fanno parte della community. È quel momento in cui relazioni, condivisione di esperienze e valori si concretizzano. Dopo l’aperitivo iniziale, la serata dà la possibilità alle persone presenti di beneficiare di percorsi formativi, sia a livello personale che imprenditoriale.

Esperienze diverse in AdHoc

Un’occasione per condividere esperienze in un’ambiente diverso dall’ufficio dunque. “Esatto, quelle di altri imprenditori che si possono considerare dei modelli positivi riguardo ciò che significa fare impresa e momenti dove spartire assieme ad altri il proprio know-how per trovare soluzioni per il proprio business grazie ai tavoli di lavoro. La parte più interessante e “produttiva” del work group è la cena, che si svolge da 10 anni sempre con la stessa modalità: tavoli rotondi in cui si ritrovano una decina di persone circa. Questo è il frangente in cui legami e amicizia prendono forma”.

La questione età

Secondo Lei la giovane età viene percepita come uno svantaggio nella gestione di un’impresa? “Come ogni cosa al mondo, anche la giovane età nel mondo dell’imprenditoria ha vantaggi e svantaggi, pro e contro. Sicuramente la nuova generazione è molto più allineata alle tempistiche del mercato degli ultimi anni. Siamo cresciuti in un’epoca in cui la vita media di un prodotto, il più delle volte, è inferiore a 2 anni e questa velocità ha fortemente influenzato la nostra formazione e il nostro approccio come titolari d’impresa. Un giovane è molto più “allenato” al cambiamento”.

Far crescere l’impresa

http://www.adhocconsilia.it

Quindi sempre più giovani entrano a far parte delle aziende con ruoli manageriali e questo può rappresentare un punto a favore. Ma è sufficiente per far crescere l’impresa? “No, da solo questo non basta, perché essere imprenditore non significa solamente possedere capacità di adattamento, ma bensì anche esperienza e leadership. Entrambe generalmente si trovano in contraddizione con la giovane età, perché necessitano di tempo. Detto ciò non credo che l’età sia un qualcosa di determinante per lo sviluppo di un business, soprattutto nel momento in cui si è in grado di identificare i propri limiti e in relazione a questo capire quando è il momento di affidarsi a qualcuno disposto a guidarti”.

Il ruolo delle donne

Al giorno d’oggi sempre più donne hanno ruoli dirigenziali all’interno delle imprese. Quali sono i vantaggi di avere un punto di vista femminile? “In questi ultimi anni si è visto aumentare sensibilmente la presenza femminile nello scenario imprenditoriale, non solo del Nord-Est ma in tutto il mondo. Ogni giorno mi capita di entrare in contatto con articoli e interviste di grandi imprenditrici e manager, che decidono di mettere a disposizione la loro esperienza e la loro storia: l’universo femminile infatti è caratterizzato da un forte approccio comunicativo che molte volte nell’imprenditoria manca, in quanto considerata come un ambito prevalentemente maschile”.

Il plusvalore AdHoc

Quindi essere donna diventa un plusvalore. “Un punto di vista femminile in azienda non significa solo “più comunicazione” ma anche più attenzione all’emotività e all’aspetto umano della relazione e questo per lo sviluppo di qualsiasi attività è da considerarsi fondamentale. Nessun imprenditore può considerare di strutturare un’azienda che funzioni, senza creare un ambiente che valorizzi le relazioni e permetta alle persone di esprimersi senza alcun timore e in questo, la sensibilità della donna, fa la differenza. Un ulteriore vantaggio a livello organizzativo consiste nel fatto che una buona presenza femminile in azienda favorisce il controllo e lo sviluppo di procedure lavorative preparate diligentemente: non a caso, se consideriamo la maggior parte delle PMI del Nord-Est, potremo notare come ruoli che necessitano di particolare attenzione, accortezza e controllo (ad esempio quelli di natura amministrativa) siano ricoperti da donne”.

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