Economia e Politica

Al Pd non vogliono renziani di ritorno. E il progetto centrista di Matteo stenta

La rottura conclamata con gli ex alleati Letta prima e Conte poi. L’ostilità altrettanto ostentata al sovranismo di Lega e FdI. La ricerca di uno spazio nell’(affollato) centro, a partire dal “laboratorio siciliano” con Micciché, poi magari Toti e pezzi di Forza Italia. Scommettendo su una nuova legge elettorale e sulla permanenza di Draghi a Palazzo Chigi fino al 2023. La road map di Renzi è, come al solito, stretta e azzardata. Ma è l’unica via d’uscita se non per il leader, almeno per il suo partito. Lo scontro al calor bianco tra Conte e Renzi è il sintomo di un quadro politico in preda alle scosse telluriche e l’ultimo capitolo di una faida infinita tra i due. Cominciata durante il governo giallorosso, quando il premier non consultava mai il leader di Italia Viva e anzi – ricordano i renziani – era ben contento (oltre che consapevole) che girasse il mondo a fare conferenze. Proprio quello che adesso il capo pentastellato gli rinfaccia: “Mi colpisce molto che un senatore prenda soldi da enti pubblici di uno Stato estero, ma lo risolveremo con una legge sul conflitto di interesse. Mi ha colpito poi che un pagamento arrivi da parte di uno dei Benetton proprio mentre noi ci battevamo contro la concessione di Autostrade”.

L’attacco a Renzi da parte di Conte

Parole di fuoco che Renzi respinge con altrettanta durezza: “Illazioni squallide, è un uomo dominato dal rancore”. La chiave della “vendetta” per lo sfratto da Palazzo Chigi è quella dominante nel gruppo renziano, dove – nonostante i timori per il futuro e le critiche (ebbene sì) per la “leggerezza” di essere andato in Arabia Saudita nel giorno del voto sul ddl Zan – la pubblicazione, in relazione all’inchiesta sulla Fondazione Open, dei finanziamenti ricevuti dall’ex premier sul conto corrente ha compattato tutti. “C’è un partito trasversale che esiste grazie a Matteo: gli anti-renziani – attacca il presidente di Italia Viva Ettore Rosato -. I magistrati che invitano a stringergli intorno un cordone sanitario poi devono attaccarlo tutti i giorni. Anche Conte ha bisogno di aprire continue querelle perché è l’unica linea che tiene unito il suo movimento”. In sintesi: “Renzi è un obiettivo politico legittimo perseguito con armi illegittime da parte di chi è stato mandato a casa da uno sparuto manipolo di parlamentari e ora vuole vendicarsi”.

Gennaro Migliore

Dichiarazioni taglienti, come quelle che arrivano da Glasgow, dove il deputato Gennaro Migliore sta seguendo i lavori di Cop26: “E’ una vergogna, mi chiedo come siano finiti in mano alla Procura quegli atti, c’è la volontà di colpire un preciso soggetto”. Preoccupati? “Tranquillissimi. Abbiamo contributo alla caduta di Conte che era inadeguato a guidare il Paese. Ora tutti plaudono a Draghi, ma dovrebbero ricordarsi anche chi ha creato le condizioni per il suo arrivo…”.

Renzi vs Salvini/Meloni

La linea renziana è chiara: parte della magistratura, magari sobillata dai Cinquestelle, vuole “abbattere politicamente” il senatore di Rignano. Il futuro, però, lo è meno. Sta di fatto che prima la rottura con il Pd sul ddl Zan e poi le scintille con Conte sui soldi dei Benetton hanno scolpito la frantumazione dell’ex maggioranza giallorossa. Dove Iv è ormai considerata un corpo estraneo. Nel Pd fanno sapere che non c’è né ci sarà spazio per il ritorno dei renziani, che dal canto loro rimarcano le distanze con un Nazareno “che pende verso i grillini”. A destra, però, nonostante le proteste di Berlusconi, la linea sovranista Salvini-Meloni si fa sentire. La forza centripeta conduce, appunto, in direzione di un rassemblement centrista e della scommessa su una legge elettorale proporzionale. Il cantiere è già avviato, a partire dalla sinergia con i ministri azzurri nel governo. Non mancano però gli aspiranti leader: “Renzi è un mio avversario” ha premesso Calenda alla solidarietà per la “barbarie” di cui è oggetto.

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