Economia e Politica

Appello di Zaia a Conte. Lasciaci lavorare

«Il Governo ci lasci lavorare in pace, i veneti non sono irresponsabili ma gente perbene che rispetta le regole. Se invece il problema sono io, stiano tranquilli. Non ho bisogno di visibilità né aspiro a scalate nazionali. Voglio soltanto che la mia regione si rialzi al più presto possibile». Si apre con un appello a Conte il briefing di Luca Zaia. Lesto a replicare a quanti, dai 5 Stelle al Pd, giudicano i suoi provvedimenti una “fuga in avanti” rispetto alla cauta riapertura annunciata dal premier Conte.

A riguardo, il governatore non intende cedere. «Non revoco le ordinanze firmate, anzi, non ne escludo di nuove, se qualcuno è convinto che siano illegittime le impugni. Noi ci affidiamo alla comunità scientifica, in passato siamo stati più restrittivi di Roma. Al punto da limitare gli spostamenti a 200 metri da casa e a prevedere l’uso generalizzato di mascherine anche dopo il 4 maggio. Oggi però gli indicatori epidemiologici dicono che in Veneto è possibile allargare le maglie e avviare una convivenza in sicurezza con il virus che permetta alla comunità di respirare, scongiurando il tracollo economico e occupazionale».

Appello a Boccia e Conte

Parole che alternano la rivendicazione di una linea giudicata vincente dagli esperti («In questa crisi la nostra sanità è stata d’esempio per tutti», ha affermato Rosario Rizzuto, patologo molecolare e rettore dell’università di Padova) al richiamo alla reciproca lealtà istituzionale. Ecco l’appello. «Il ministro agli Affari regionali Boccia dice che chi sbaglia sarà responsabile dell’aggravamento della situazione? Gli ricordo che in questi mesi noi abbiamo approvato tutti i decreti d’urgenza, pur nutrendo riserve. E che molte altre parti d’Italia hanno applicato in modo estensivo le norme nazionali: lui è un esponente del Governo e ha l’obbligo della vigilanza, allora sia obiettivo e la eserciti verso tutti, comprese le regioni rosse amiche. La verità è che quando si profilano le elezioni gli interlocutori istituzionali cambiano atteggiamento e questo è inaccettabile perché la salute pubblica non conosce casacca politica».

Appello per parrucchieri e bambini soli

Nel merito, Zaia ribadisce e rincara le critiche al Piano 2 ventilato da Giuseppe Conte. «Siamo in balìa delle onde, prova concreta sono i parrucchieri e le cure estetiche, attività artigiane abbandonate a loro stesse. Nessuno ha capito cosa accadrà. Le uscite di casa? I parchi? Le famiglie con genitori richiamati al lavoro e i bambini in età scolare che restano soli? Palazzo Chigi ha arruolato 450 consulenti. Il mio appello è che speriamo decidano qualcosa, al momento c’è confusione su tutto».

Il problema turismo

Immancabile lo sguardo al circuito turistico in crisi d’ossigeno e privo ancora di ogni sostegno pubblico: «Apprendiamo che la Germania, con il placet dell’Unione europea, sta sottoscrivendo un accordo sui “corridoi del mare” con la Croazia. I tedeschi, da sempre ospiti delle nostre spiagge, guardano altrove, abbiamo già perso 35 mila posti di lavoro, dov’è il ministro degli Esteri? Di cosa si sta occupando? Stiamo valutando in tutti gli aspetti una misura riguardante le funzioni religiose. Spero che il Governo si metta una mano sulla coscienza e trovi soluzione dopo la figuraccia che è stata fatta». Infine, la risposta lapidaria a un cronista. «I fondi statali erogati al Veneto per l’emergenza? Ad oggi 114 milioni alla sanità, neanche l’1% del surplus fiscale che versiamo ogni anno».

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