Economia e Politica

Attacco informatico a Luxottica, blitz anche in Veneto contro i “pirati”

Attacco hacker alla Luxottica con richiesta di riscatto respinta dal colosso dell’occhialeria: c’è una svolta nell’inchiesta avviata dal pm Alessandro Gobbis della procura di Milano. La Polizia Postale, con il coordinamento del servizio Polizia delle Comunicazioni di Roma, ha eseguito diverse perquisizioni domiciliari e informatiche in alcune città italiane, con il sequestro di computer e altro materiale fondamentale per risolvere il caso. Le indagini sono concentrate in particolare in Veneto e in Emilia Romagna: da queste due regioni sono partiti gli attacchi hacker lo scorso 20 settembre nei confronti della società di Leonardo Del Vecchio.

I danni

Un grave e pericoloso atto di pirateria informatica che aveva provocato il blocco parziale delle attività produttive in diversi stabilimenti. Luxottica, il cui cuore produttivo è ad Agordo nel Bellunese, non ha ceduto al ricatto degli hacker e i criminali informatici hanno pubblicato sul dark web circa 6mila file dei dipendenti del gruppo dell’occhialeria. I manager hanno deciso di fare muro e di non avviare nessun tipo di negoziato.

Coinvolta anche l’FBI

Da quel che risulta dalle indagini, i contraccolpi più pesanti si sarebbero registrati su un server di Luxottica in Sud Africa. La direzione del gruppo che non si è piegata alle richieste dei criminali ha poi fatto partire un’indagine coinvolgendo sia la Polizia italiana che l’Fbi, proprio per non lasciare nulla di affidato al caso. Immediati anche gli interventi per ridurre al minimo i contraccolpi sui dipendenti in Sud Africa, sui partner e sulle attività locali.

Aumentare l’attenzione

«Il fatto che sempre più frequentemente vengano portati attacchi di questo tipo verso obiettivi di grossa levatura o di grande criticità (come ospedali o infrastrutture critiche) dovrebbe far sensibilmente alzare il livello di guardia verso tali minacce. Bisogna aumentare la consapevolezza aziendale sul comportamento da tenere di fronte a questi attacchi. E bisogna investire su strumenti tecnologici per la rapida detenzione e la mitigazione dei danni causati dagli hacker» conclude Agid, Agenzia per l’Italia Digitale.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close