Economia e Politica

Austria, il cancelliere Schallenberg si dimette

«Per dieci anni ho messo la Repubblica al di sopra di quasi tutto. Quando è nato mio figlio, ho capito quante cose belle e importanti ci sono al di fuori della politica». E ancora: «Puoi guardare un bambino così piccolo per ore ed esserne felice». L’ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha motivato così, con ragioni strettamente personali e molto al passo con i tempi, la decisione di dimettersi da presidente e capogruppo parlamentare del Partito popolare austriaco (Övp). Il senso della sua decisione però è diventato più chiaro poche ore dopo, quando anche il suo successore alla cancelleria e compagno di partito Alexander Schallenberg ha annunciato le dimissioni: «Sono convinto che entrambe le cariche, capo del governo e presidente federale del maggior partito in Austria, dovrebbero essere riunite presto in una sola mano» ha detto. A cascata, in serata, il ritiro del ministro delle Finanze Gernot Bluemel: «Le dimissioni di Kurz da tutte le funzioni politiche sono state l’impulso finale per la mia decisione», ha spiegato.

Nessun sostegno

Di personale, nella scelta del 35enne Kurz, c’è solo la consapevolezza di non avere più il sostegno del suo partito né la possibilità di riprendersi la cancelleria: il doppio addio è l’inizio dell’era post Kurz, il tentativo di rilanciare un «nuovo» Partito popolare, come l’ha definito Schallenberg, nella speranza di lasciarsi alle spalle il crollo nei sondaggi per le accuse di corruzione che due mesi fa avevano costretto Kurz a lasciare il governo. E avevano portato Schallenberg, allora ministro degli Esteri, al suo posto.

Il possibile successore

Ora in entrambi i ruoli, cancelliere e leader dell’Övp, dovrebbe subentrare l’attuale ministro dell’Interno Karl Nehammer, 49 anni. Un «soldato» di formazione (è tenente dell’esercito ed ex docente per la Difesa) e del Partito popolare: cresciuto politicamente nella Bassa Austria, di cui originario, è sempre stato fedele all’apparato. Ma ha anche la fiducia di Kurz: la figura adatta per gestire il cambio di potere interno al partito. Sempre che i Verdi non si mettano di traverso: le sue posizioni dure sull’immigrazione non lo fanno amare dagli alleati di governo dell’Övp.

La storia

Rimane la parabola amara di Kurz, «ragazzo prodigio» della politica austriaca anche nella fine così prematura. Il più giovane sottosegretario della storia austriaca a 24 anni, il più giovane ministro degli Esteri a 27, il più giovane leader dell’Övp a 30 e cancelliere a 31, diventa ora anche il più giovane pensionato controvoglia della politica austriaca. Ieri ha definito una «caccia» le accuse di corruzione (aver usato soldi pubblici per influenzare i media a suo favore) e ha promesso che dimostrerà la sua innocenza. Intanto c’è il figlio Konstantin, 5 giorni di età, ad aspettarlo.

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