Economia e Politica

Berlato contro la Lega che reagisce

«Strapotere leghista», «stessa arroganza dei potenti di Forza Italia», «si credono i nuovi padroni», «non mi faccio intimidire da chi ha costruito la propria fortuna politica su slogan e promesse raramente mantenute». Non s’era mai visto un consigliere di maggioranza rovesciare pubblicamente sugli alleati un carico d’insulti come quello che Sergio Berlato ha scaricato sulla Lega. Il capogruppo della Lega, Nicola Finco, avverte Berlato: passi lo sfogo «eccessivo», ma ora finiamola qui.

Tutto perché il governatore Luca Zaia, alle prese con un’alluvione che per dimensioni e gravità richiama il tragico 1966, tra altri provvedimenti urgenti ne ha preso uno a tutela della fauna selvatica, sospendendo la caccia per una settimana, fino a domenica. E Sergio Berlato è insorto in difesa dei cacciatori, chiedendo la revoca del decreto e irridendo il governatore. In piena emergenza, con morti, paesi isolati, famiglie evacuate, fiumi che esondano, ponti chiusi o travolti, statali interrotte, decine di migliaia di utenze elettriche saltate, il povero Zaia ha dovuto far fronte anche alle pressioni e alle urla di Berlato: «Se lui e la Lega non vogliono compromettere i rapporti con Fratelli d’Italia, revochino questo assurdo decreto». E qualcuno, in Lega, perde la pazienza: basta, vuole andarsene? quella è la porta, con noi ha chiuso, si sussurra nelle riunioni di partito.

Si dice che lo stesso Zaia sia sbottato: «Devo pensare alla sicurezza dei veneti, non ho tempo da perdere con chi davanti a questa catastrofe e ai morti, pensa solo alla prossima campagna elettorale».

Così Berlato ha diramato una nota che sembra vergata non da un capogruppo di maggioranza ma dall’alfiere di un’eroica opposizione: «Sono arrivato in Consiglio quando Dc e Psi gestivano il potere in modo assoluto, ho vissuto il periodo dello strapotere di Galan e Sartori, e poi il periodo in cui Renzi e il Pd sono arrivati a raccogliere più del 40%, e ho sempre avuto il coraggio di denunciare le loro malefatte». E oggi, «la stessa arroganza» la vedo affiorare «sui volti dei leghisti, di coloro che si credono i nuovi padroni, è il periodo dello strapotere della Lega». Ma lui non si farà «intimidire da chi ha costruito la propria fortuna politica sugli slogan e sulle promesse raramente mantenute».

Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Nicola Finco, legge le esternazioni di Berlato con la calma dei forti. «Promesse non mantenute? Quello che conta è il giudizio degli elettori. Nel Veneto la Lega è al 40%, il partito di Berlato allo zerovirgola. Se da vent’anni gli elettori continuano a premiarci un motivo ci sarà, vuol dire che qualcosa di buono abbiamo fatto. Berlato è sempre stato il paladino dei cacciatori, e non può dire che la Lega non ne abbia rispetto: abbiamo sempre approvato le sue proposte sulla caccia, nonostante nel nostro partito vi fossero anche sensibilità diverse.

«Mi pare evidente – avverte Finco – che in questo momento le priorità per il Veneto sono altre. Le uscite di Berlato sono state davvero eccessive». Molti, in Lega, cominciano a pensare che con i rapporti di forza che ci sono oggi nel Veneto, beh se anche Berlato passasse all’opposizione, per la Lega non cambierebbe molto. «Io la penso come il governatore – scandisce Finco – siamo partiti con una squadra e con questa squadra vogliamo arrivare. Dalla maggioranza noi non cacciamo nessuno, se poi qualcuno vuole chiamarsi fuori, questo è un altro discorso. Per noi Berlato fa ancora parte della maggioranza. Però è ovvio che tutto deve finir qua, ci può stare lo sfogo, la polemica di due giorni, la difesa dei cacciatori. Ma mi auguro che adesso si riprendano le logiche della maggioranza».
Le logiche della maggioranza. Messaggio chiarissimo, quello di Finco, nel momento in cui il Consiglio regionale avvia l’esame della fondamentale legge di bilancio: è nel voto sul bilancio, che si vede chi sta in maggioranza e chi no, non nelle chiacchiere. Staremo a vedere.

C.C.

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