Economia e Politica

Berlusconi non si ferma: “Sono più popolare di Draghi”

Sta chiamando i parlamentari di Forza Italia uno a uno. Chiede loro come stanno, come hanno passato il Natale e li incoraggia a non prendere “impegni” per inizio gennaio perché “c’è da combattere una batt ag li a” che, se vinta, “farebbe tornare Forza Italia al 20%”. Ma soprattutto Silvio Berlusconi, tornato ad Arcore per dare il via alla sua campagna per il Quirinale, nelle telefonate con deputati e senatori azzurri aggiunge una postilla finale: “Dopo la conferenza stampa di Natale, Draghi non è più amato come prima – ripete nel suo giro di telefonate – la gente ha capito che ha fatto un azzardo e che deve rimanere a Palazzo Chigi”. Un’uscita che rivela la strategia del leader di Forza Italia: per continuare a cavalcare il sogno del Quirinale, il primo obiettivo è quello di stroncare sul nascere le aspirazioni del premier. D’altronde, al momento, l’unico ostacolo che Berlusconi vede davanti a sé si chiama proprio Draghi. È il suo avversario più temuto. E quindi, dicono da Arcore, bisogna fargli terra bruciata intorno. Nella telefonata di auguri natalizi tra i due contendenti, non si è
parlato espressamente di Quirinale ma il leader azzurro ha elogiato il
lavoro del premier. Come dire: devi restare a Palazzo Chigi. Anche
perché, al momento, Berlusconi non ha alcuna intenzione di ritirarsi per fare posto a Draghi: lo farà e si intesterà la sua elezione solo nel caso in cui capisse che non ha i numeri. Ipotesi che per adesso è esclusa anche perché, secondo i bene informati dentro Forza Italia, Berlusconi potrebbe addirittura restare in campo fino alla vigilia della prima votazione prevista con ogni probabilità per il 25 gennaio.

La data fatidica

Per arrivare a quella data con qualche possibilità di essere eletto, Berlusconi ha bisogno di trovare i voti. In privato sostiene di avere “amici ovunque” e di avere “150 preferenze in più del previsto” ma chi, tra i suoi, aggiorna il pallottoliere sa che non è così. E allora il leader di FI, per sbarrare la strada a Draghi, sta provando a giocare anche su quello che ad Arcore chiamano il “fattore P”: la paura. Delle elezioni, ovviamente. “Se sarà eletto Draghi si andrà a votare, con me invece la legislatura finisce nel 2023” dice Berlusconi ai parlamentari azzurri. Una strategia che i suoi emissari stanno utilizzando anche con i peones del gruppo Misto che fanno
tanto gola all’ex premier.

Tutti i numeri la situazione internazionale

Resta il fatto che Berlusconi, per essere eletto al Colle, ha bisogno di corteggiare battitori liberi in tutti i gruppi parlamentari. Anche nel Pd e nel M5S. Per questo non si fermerà alla minaccia di nuove elezioni. Vuole anche lisciare il pelo sui temi a loro più cari. Per esempio, per parlare alla nebulosa dei centristi e anche ai cattolici dentro il Pd, in queste ore Berlusconi sta pubblicizzando molto la sua interrogazione da parlamentare europeo rivolto alla Commissione per chiedere di fare qualcosa contro le
persecuzioni di cristiani in India e Myanmar. Una mozione che ieri è
stata rilanciata sui social anche da Marcello Dell’Utri, ex braccio destro di Berlusconi e tornato molto attivo nella ricerca di voti per il Colle per conto dell’ex premier. Nei prossimi giorni, poi, il leader di FI chiederà al governo un impegno ancora più serio per “combattere la povertà”. Una mossa, dopo l’elogio del reddito di cittadinanza, per blandire i grandi elettori 5S.

Nessun passo indietro

Berlusconi per il momento non ha intenzione di fare un
passo indietro. Paralizzando così ogni mossa del centrodestra. Giorgia Meloni è silente e aspetta di capire cosa ne pensano gli alleati di
Draghi. Matteo Salvini si agita con gli altri leader –nelle ultime ore ha
parlato sia con Renzi che con Conte –ma con entrambi ha avuto conversazioni interlocutorie. Finché Berlusconi resta in campo, tutte le altre strade restano sbarrate.

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