Economia e Politica

Brugnaro all’attacco dei pentastellati

«Questi sono matti, la nostra libertà è in pericolo». Luigi Brugnaro sgancia una bomba sul Movimento 5 Stelle, bersaglio privilegiato in questa fase del sindaco-imprenditore di Venezia. Lo ha fatto a Mestre, dove si è scagliato contro i parlamentari pentastellati, accusandoli di essere «pericolosi ed irresponsabili».
«È un modo di governare questo? – si è sfogato Brugnaro -. Attenzione, la libertà è veramente in pericolo perché è facile protestare ed offendere sempre e si fa presto a distruggere, mentre nel costruire non mi sembrano particolarmente efficaci. In campagna elettorale non hanno detto faremo questo ma hanno promesso tutto a tutti solo per prendere voti».

Brugnaro non ha mai nascosto di non condividere le idee economiche e sociali dei grillini, a cominciare dal reddito di cittadinanza. «Invece che creare posti di lavoro vogliono dare una paghetta a chi non fa niente tutto il giorno. Tu non puoi premiare chi non lavora ma devi incentivare il lavoro vero. Noi vogliamo creare nuovo lavoro e non possiamo farlo per decreto ma dando spazio alle imprese che investono e creano nuovi posti di lavoro. Loro invece vogliono solo dare soldi a gente che sta a casa sul divano. È proprio l’ideologia che ho combattuto sempre in tutta la mia vita e dopo tutto quello che ho sentito dai 5 Stelle ora aspettative ne ho poche».

Il sindaco di Venezia parla anche della manovra economica costruita sull’aumento del deficit al 2.4%. «Noi a Venezia il debito pubblico lo stiamo riducendo di 20 milioni l’anno, non lo aumentiamo come vogliono fare i 5 Stelle, chi pensate che lo paghi? Lo pagheranno le prossime generazioni, i vostri figli e i vostri nipoti».

Brugnaro attacca i 5 Stelle anche per la polemica a distanza tra il vice presidente Luigi Di Maio ed il presidente degli industriali veneti Matteo Zoppas che aveva criticato il Dl Dignità: «Minacciano le persone, hanno minacciato il presidente di Confindustria Zoppas che ha espresso liberamente la sua opinione e che evidentemente ha urtato la sensibilità di qualcuno e allora tutti quanti gli sono andati addosso, lo hanno minacciato e questo non è accettabile, siamo in democrazia».

N.S.

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