Economia e Politica

Brugnaro e Lega divisi alle elezioni?

Il complicato rapporto tra la Lega e il sindaco veneziano Luigi Brugnaro all’origine della spaccatura interna al Carroccio che vede contrapporsi il vicegovernatore Gianluca Forcolin e l’ex segretario provinciale Sergio Vallotto. Per il primo un’alleanza con Brugnaro nel 2020 sarebbe auspicabile, in cambio del supporto del sindaco alla ricandidatura di Luca Zaia alla presidenza del Veneto. “La Lega andrà sicuramente da sola – sostiene invece Vallotto – la decisione è già stata presa e abbiamo anche il nome del candidato.”

Non solo: secondo il deputato veneziano i due consiglieri leghisti a Venezia starebbero aspettando il momento giusto per uscire dalla maggioranza di Brugnaro. Equidistante il consigliere regionale Alberto Semenzato, che ha una sola certezza: a decidere non sarà la segreteria veneziana, attualmente commissariata. “In questi anni Brugnaro si è dimostrato per la Lega un alleato inaffidabile – sostiene Semenzato, che precisa di parlare a titolo personale – avevamo un patto elettorale scritto nero su bianco che il sindaco ha tradito, opponendosi al referendum sulla separazione tra Venezia e Mestre.”

«La Lega alleata di Luigi Brugnaro al primo turno delle comunali 2020? Non credo proprio. Anzi, al momento giusto usciremo da questa maggioranza dove non abbiamo alcun riconoscimento». Ieri, dopo aver letto le dichiarazioni rilasciate da Gianluca Forcolin al Gazzettino a proposito delle manovre in corso per le amministrative in programma tra un anno e mezzo, il deputato Sergio Vallotto, fino poco tempo fa segretario provinciale del partito, è saltato sulla sedia. E non ha trattenuto una replica pesante, di fatto una smentita, nei confronti del vicepresidente della Regione, anche a costo di mettere in piazza le divisioni interne al Carroccio.

Forcolin aveva spiegato che la Lega è pronta a sostenere la ricandidatura di Brugnaro già dal primo turno, a patto che le sia riconosciuto il giusto peso “senza essere relegata alle varie ed eventuali” e nella prospettiva di un aiuto vicendevole con il “ricompattamento del centrodestra per cui Brugnaro sosterrà la rielezione del presidente Luca Zaia”, visto che ci saranno anche le elezioni regionali. «Forcolin farebbe bene a pensare al suo lavoro in Regione e al Veneto orientale, visti i risultati che ha saputo raggiungere, ad esempio, a San Donà di Piave dove la sconfitta è stata cocente. Non si interessi della provincia di Venezia, ne ha già abbastanza per suo conto», attacca senza mezzi termini Vallotto in qualità di “responsabile degli enti locali”.

«Tra un anno e mezzo a Venezia la Lega andrà sicuramente da sola al voto per il rinnovo del Consiglio comunale. La decisione è presa», ribadisce confermando il concetto già espresso in agosto e ora spingendosi anche più in là: «Oggi in Comune siamo senza visibilità, non contiamo niente. Al momento giusto staccheremo la spina e usciremo da questa maggioranza». Insomma, su Venezia le visioni di Forcolin e Vallotto sono opposte.

«La decisione è già presa e condivisa dalla segreteria politica – prosegue il parlamentare –. Andremo da soli al primo turno con un nostro candidato sindaco che abbiamo già individuato, ma di cui ancora non possiamo parlare per non bruciarlo dato che si tratta di un profilo autorevole», prosegue Vallotto che fa sapere di averne parlato con il commissario provinciale Alberto Stefani, il segretario nazionale (veneto) Toni Da Re e, soprattutto, con il leader nazionale Matteo Salvini. E aggiunge: «Con Brugnaro la Lega non ha nessun peso in Giunta. Luciana Colle non è una nostra iscritta e non sappiamo chi sia, mentre le nostre tre assessore al Commercio sono andate a casa una dopo l’altra, con il posto rimasto vacante.

I rappresentanti della Lega sono solo Giovanni Giusto e Silvana Tosi (i tre assessori al commercio della Lega sono stati appunto allontanati, per ultima la Guzzon) che per ora votano i provvedimenti se li ritengono utili per la città, ma che al momento giusto lasceranno questa maggioranza». Vallotto fa una previsione: «Il primo turno delle comunali servirà a misurare il consenso delle forze in campo. Io sono convinto che la Lega, magari con il sostegno di qualche lista civica, prenderà più voti di Brugnaro e andrà al ballottaggio da prima. Solo allora faremo una valutazione, certo è che noi abbiamo il nostro consenso e faremo valere la nostra esperienza». Potrebbe forse esserci un’apertura ai 5 Stelle per replicare su scala locale l’alleanza di governo? «Al momento non è all’ordine del giorno, ma in politica mai dire mai», conclude.

Per gentile concessione del TGVenezia

E.P.

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