Economia e Politica

Cassa integrazione per 113mila veneti

Ammontano a 34.636 le domande di cassa integrazione in deroga presentate in Veneto: coinvolgono, in tutto, 113.085 lavoratori. I dati sono stati forniti da Veneto Lavoro, in base all’ultimo aggiornamento realizzato. Peccato che ancora pochissimi ne abbiano beneficiato. Anzi, i tempi si allungano e le proteste aumentano.

Il numero di richieste

“Il numero di richieste di ammortizzatori sociali in Veneto non è mai stato così alto”. Spiega l’assessore Elena Donazzan. “La sola cassa integrazione in deroga, principalmente rivolta ad aziende con meno di cinque dipendenti, è considerevole. La lavorazione di ciascuna pratica prevede tempi tecnici che stiamo cercando in ogni modo di abbattere. Abbiamo già inviato all’Inps circa 20mila domande, e contiamo di esaurire quelle giacenti, circa 15mila, entro la metà di questa settimana. Siamo in attesa inoltre del nuovo decreto annunciato dal governo sugli ammortizzatori sociali, avendo di fatto, il Veneto e le altre regioni italiane, esaurito le risorse”.

Il problema ritardi per la Cassa integrazione

E’ qui il punto dolente. La stessa Donazzan si è fatta affidare da Zaia il compito di supervisionare le domande. Servizio poi affidato ai sindacati e all’Inps. Risultato? Rallentamento assoluto nei pagamenti tanto che la cassa integrazione che i lavoratori aspettavano per marzo e aprile non è ancora giunta.

La giustificazione dell’Assessore

“Per migliorare e velocizzare, ove possibile, la risposta ai lavoratori, affinché possano avere al più presto i soldi sul loro conto corrente, ho proposto all’Inps – dice la Donazzan – di istituire una task force dedicata, che dovrà essere utile anche nel prossimo futuro, quando si dovrà quantificare l’effettivo ammontare di ore utilizzate di cassa integrazione. La direzione lavoro della Regione Veneto ha fatto, e sta facendo, un lavoro straordinario. L’inps ha inoltre chiarito che per il rilascio del modulo utile alla banca, il modello Sr41, per l’accredito dell’ammortizzatore sociale sul conto del lavoratore, impegnerà la propria task force interna anche il sabato e la domenica” .

Vero o falso?

La Regione comunica inoltre che l’inserimento delle domande di cassa integrazione in deroga con decorrenza dopo il 25 aprile è sospeso per i datori di lavoro già beneficiari degli interventi di Cigo, Fis e Fsba, nonché per i datori di lavoro già beneficiari di cassa in deroga. La temporanea sospensione, volta ad evitare la duplicazione delle domande e l’aggravamento delle procedure e in attesa dell’emanazione del provvedimento governativo che conterrà il rifinanziamento e le nuove disposizioni sugli ammortizzatori sociali legati all’emergenza Covid 19, è dovuta – spiegano proprio dalla Regione – “alla necessità di provvedere ad un attento monitoraggio circa la capienza delle risorse attualmente destinate al Veneto. A questo proposito, è necessario che il governo garantisca, nel più breve tempo possibile, certezza sulle forme di sostegno al reddito per tutti i lavoratori che sono o resteranno senza lavoro, anche con particolare riguardo ai settori turismo, commercio, spettacolo e a tutti gli altri settori interessati da carattere di stagionalità”.

La realtà della Cassa integrazione

Il Veneto può contare, al momento, solo su una disponibilità complessiva di 40 milioni di euro, stanziati con il decreto legge n. 9 del 2 marzo scorso. Una prima stima, incrociando i dati Inps, Veneto Lavoro e Camere di Commercio, quantifica in Veneto in circa 200 mila il numero dei lavoratori scoperti dagli ammortizzatori sociali ordinari. E che avrebbero quindi diritto alla cassa integrazione in deroga.

Il fabbisogno regionale stimato è dunque di circa 200 milioni di euro al mese. E’ evidente che il Veneto chiede uno stanziamento adeguato per assicurare idonee coperture a tutti i lavoratori che rimarrebbero esclusi dagli ammortizzatori ordinari. Pochi però hanno sottolineato che il Veneto è la regione con il più alto numero di domande ricevute. E, cosa da non sottovalutare, l’assessore Donazzan ha fatto esplicita richiesta di occuparsene. Salvo poi allungare ancora di più una tempistica che adesso per molti sta diventando pericolosa.

Intanto Veneti e Donazzan aspettano la Cassa integrazione

Volete la conferma? “Ho chiesto io al presidente Zaia di intervenire. E so che lo ha già fatto coinvolgendo i governatori delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna”. Prosegue Donazzan. “Per sottolineare che le tre Regioni della cosiddetta ‘zona arancione’ versano in uno stato di restrizioni da ben prima del decreto 18 del 17 marzo scorso. Crediamo doveroso che questa situazione sia tenuta in debita considerazione anche nel riparto delle risorse per gli ammortizzatori sociali”. Sarà anche così. Ma intanto, aspetta e spera….e il suo stesso Governatore dichiara: “Capisco i lavoratori che aspettano la cassa integrazione. Capisco le loro proteste. Loro vogliono solo lavorare e avere presto quanto gli spetta”.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close