Economia e Politica

Cattolica Assicurazioni

Valdegamberi (Regione Veneto): “Coloro che hanno distrutto l’azienda ora, in fretta e furia, la svendono. Per il bene della compagnia (fatta di assicurati, agenti, dipendenti e soci) o per mettersi al riparo dalle loro responsabilità?” Come un fulmine a ciel sereno è arrivata giorni fa la notizia che servono 500 milioni per ricapitalizzare Cattolica Assicurazioni. Non è bastato l’aumento di capitale di qualche anno fa. Coloro che sono stati i responsabili di una gestione corollata da una serie di operazioni personalistiche e fallimentari, ora danno l’impressione di voler coprire le responsabilità del loro operato, svendendo l’azienda a un partner, Generali, che – sta scritto – ne farà uno spezzatino. Un comportamento poco coerente con un aggettivo così impegnativo come “cattolica” e con bei principi e valori più volte sbandierati. Intanto  farne le spese saranno sempre gli altri: i dipendenti, gli agenti, i soci.

Cattolica e cooperativa

I soci della cooperativa,  abbagliati di volta in volta dai miraggi idilliaci dei vertici della società, hanno sempre avvallato una gestione fatta di molte operazioni personalistiche e dimostratesi fallimentari che hanno contribuito non poco a creare l’attuale stato deficitario. I nodi sono venuti al pettine e la polvere sotto il tappeto non trova più spazio. L’accordo, presentato come “strategico”, prevede che gli investimenti di Cattolica vengano fatti da Generali e che Generali fornisca anche supporto riassicurativo, garantendosi in questa maniera ulteriore redditività. Generali nomina tre persone del CDA e avrà diritto di veto su molte materie. Di fatto si tratta di una acquisizione camuffata da partecipazione all’aumento di capitale. Chi ha negoziato per conto di Cattolica? Chi ci ha portato in questo stato?

La svendita

Svenduta e tradito lo spirito della cooperativa mandando a casa un manager capace che aveva rilanciato Cattolica.  I paladini della difesa dei valori del territorio consegnano 125 anni di storia nelle fauci del Leone di Generali. La finanza cattolica sparisce definitivamente da Verona? Il leone Generali la smonterà pezzo per pezzo; il business auto andrà a Torino dove c’è il polo auto delle Generali, il ramo vita a Milano e il resto a Mogliano. La città perderà 1000 posti di lavoro. Rimarrà la fondazione Cattolica per fare qualche misera erogazione sul territorio, ma solo pochi spiccioli. Quando una società acquista il controllo di un’altra deve fare una offerta pubblica di acquisto e pagare il giusto prezzo a tutti gli azionisti. In questa operazione concepita dai vertici, Generali si compra il 25% della società senza pagare alcun premio per il controllo di fatto di Cattolica. Ancora una volta appare un’operazione fatta ad uso domestico con poca trasparenza. E gli agent, che sono stati il cuore pulsante della compagnia, sono stati coinvolti? Un altro pezzo di Verona che se ne va e, forse, anche questa volta con l’applauso dei veronesi.

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