Economia e Politica

Confindustria invita gli imprenditori ad investire sulle zone devastate

Gli industriali toccano con mano i danni del maltempo e si promettono soluzioni concrete, d’intesa con la Regione, per sostenere i cittadini e le imprese del bellunese. Da Taibon Agordino, Confindustria Veneto lancia un appello alle aziende affinché si rimbocchino le maniche per aiutare il territorio devastato e getta le basi per la messa in opera del Pge, il programma di gestione dell’emergenza, già utilizzato in occasione del terremoto dell’Emilia e del Centro Italia.

«Diamoci da fare e risolleviamoci come sappiamo fare noi veneti», esorta il presidente confindustriale, Matteo Zoppas, in visita alle zone ferito, «trascorsa la prima fase dell’emergenza ora bisogna riflettere sui danni e fare la lista tutte le necessità, così da poter intervenire in modo mirato ed efficace e attivare il nostro programma Pge, che si basa su una completa sinergia tra pubblico e privato capace di venire incontro ai bisogni delle aziende locali, ma anche delle infrastrutture e dei cittadini, coinvolgendo i partner regionali per sopperire alle mancanze e riuscire in breve tempo ad aiutare tutti, oltre che a preparare una valida struttura preventiva per evitare nuove situazioni di pericolo».

Una volta tornati alla normalità, il piano di Confindustria passerà alla fase di sviluppo di una progettualità che ridia vita alla montagna: «Piuttosto che acquistare quote di riforestazione altrove», continua Zoppas, «spingeremo perché le imprese investano sul nostro territorio, ho già mobilitato tutte le sedi provinciali venete di Confindustria e posso assicurare che il sistema imprenditoriale regionale è pronto e disponibile a offrire la propria solidarietà e l’adesione verso qualsiasi forma di sostegno è totale».

L’assessore regionale alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, che assieme a Zoppas ha visitato le zone colpite dell’Agordino, ha ringraziato gli imprenditori che, assieme ai soccorritori e a tutti i cittadini, hanno aiutato fin da subito per rimuovere i detriti e far ripartire i paesi: «Già dopo pochi giorni il cambiamento è chiaramente visibile», spiega «tutti si sono messi all’opera per aiutare e, tralasciando le incommentabili parole di Beppe Grillo («Gli alberi caduti sono tutti uguali, sembrano dell’Ikea» ndr), posso dire che gli alberi sono caduti, mentre le case sono rimaste in piedi. Segno che le imprese costruttrici del territorio sanno lavorare bene e con coscienza». c

Bottacin ha poi sottolineato il buon lavoro fatto in termini di prevenzione e di gestione dell’emergenza, senza dimenticare che la parte più difficile deve ancora venire: «Faccio i miei complimenti al sindaco di Taibon che è stato un punto di riferimento per i suoi cittadini sia durante l’incendio divampato il 24 ottobre scorso, che durante la successiva alluvione. Nel 2010 e nel 1966 i danni e i morti furono nettamente maggiori, segno che tanto è stato fatto ed è stato fatto bene; le opere di contenimento costruite lungo i corsi d’acqua hanno retto il colpo, soprattutto nella parte bassa della Regione, ora è necessario rimetterle in sesto e rinforzarle per il futuro. La fase post-emergenziale è la più delicata, perché cala l’interesse mediatico, ma una cosa è certa: nessuno sarà lasciato solo».

Per gentile concessione di Antenna3

E.P.

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