Economia e Politica

Conte-Draghi, anticipato il faccia a faccia decisivo: l’incontro alle ore 12 per sbloccare l’impasse sul decreto Aiuti

La fiducia sul decreto Aiuti a Montecitorio avrebbe messo i 5 stelle di fronte a un bivio: dentro o fuori dal governo, ancora prima del faccia a faccia tra il premier Mario Draghi e Giuseppe Conte che potrebbero portare soluzioni e un po’ di chiarezza. Per questo motivo il cronoprogramma di una giornata decisiva per il futuro del governo è stato stravolto: l’incontro Conte-Draghi è stato convocato alle ore 12 di mattina, mentre era previsto alle 16.30. Da qui, la decisione del presidente dei pentastellati di fissare il Consiglio nazionale ‘allargato’ alle 9, per definire la linea prima di recarsi a Palazzo Chigi. L’incontro è stato anticipato per sbloccare l’impasse sul decreto Aiuti, sul quale non c’è ancora un accordo in maggioranza. L’aula sul provvedimento – in attesa che si trovi la quadra sul capitolo superbonus che agita i pentastellati e sulla possibilità di mettere la fiducia – convocata per le 9, è slittata alle 14. Ieri alla Camera era arrivata un’altra fumata nera al termine di una giornata carica di tensioni. L’esame del provvedimento è quindi slittato ad oggi ed è praticamente certo, si ragiona a Montecitorio, che alla fine il governo porrà la questione di fiducia. Sulla norma relativa al Superbonus i 5 stelle però non vogliono retrocedere e chiedono modifiche. Per questo la decisione di anticipare il vertice tra Draghi e Conte: in caso di fiducia, non è certo come si comporteranno i deputati del M5s al momento del voto di un provvedimento che contiene sì aiuti a famiglie e imprese ma anche la norma relativa all’inceneritore di Roma e la stretta sul reddito di cittadinanza.

La fiducia

In pratica, la fiducia posta sul provvedimento già in mattinata avrebbe messo il M5s di fronte a un bivio: dentro o fuori dall’esecutivo, ancora prima del faccia a faccia tra il premier e il presidente dei pentastellati. L’incontro invece si farà prima, ma trovare una quadra sarà comunque complicato perché il M5s non è riuscito a incassare una norma sul superbonus, bandierina che poteva aiutarlo a deglutire il provvedimento. L’esito dell’incontro dipenderà anche dal Consiglio nazionale del Movimento convocato da Conte, che poi in serata riunirà i parlamentari in assemblea congiunta per fissare la rotta. Al faccia a faccia, Conte porterà un documento con le richieste del M5S: dal portare in Parlamento il prossimo decreto per inviare armi all’Ucraina alla salvaguardia del reddito di cittadinanza, fino al salario minimo.

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