Economia e Politica

Discesa in campo, partito e governo: le parole di Berlusconi a Napoli

Sul palco della Convention di Napoli, Silvio Berlusconi rievoca la ‘discesa in campo’ nel ’94, in particolare il colloquio con mamma Rosa: ”Mia madre mi disse che era pericoloso fare un partito ma anche che se questo era il mio desiderio, dovevo andare avanti…”. ”Nel 1948 ero già in campo per difendere la libertà e cosa facevo? Attaccavo manifesti… E uno di questi manifesti recitava: ‘nella cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no’. Naturalmente li attaccavo sui manifesti del partito comunista perché loro li attaccavano sui nostri…”, ha detto ancora Berlusconi. “Siamo sempre stati dalla parte dell’Europa e dell’occidente, siamo i soli che non devono chiedere scusa del proprio passato”, ha poi detto il leader azzurro, aggiungendo: “Possiamo davvero essere orgogliosi di noi stessi e della nostra storia”. “Forza Italia – continua il Cav – ha voluto il governo di unità nazionale e lo sostiene con convinzione”. ”Siamo i soli – rivendica il leader di Forza Itala – ad avere sempre sostenuto, in ogni occasione, dal governo e dall’opposizione, le nostre truppe impegnate all’estero nelle missioni di pace, schierandoci senza esitazione con la nostra bandiera, con le donne e gli uomini delle nostre Forze Armate”. “L’ho detto a Roma qualche settimana fa e lo ripeto oggi: Forza Italia non fa parte del centrodestra, ma Forza Italia è il centrodestra. Lo è nel senso del Partito Popolare europeo, di cui siamo componente fondamentale e che siamo orgogliosi di rappresentare in Italia. Siamo un centro alternativo alla sinistra e distinto dalla destra con la quale siamo leali alleati”, dice ancora.

La situazione secondo il Cavaliere

”Quello con noi è l’unico centrodestra possibile. Senza di noi non ci sarebbe un centrodestra, ci sarebbe una destra-destra. Abbiamo lavorato ventotto anni – sottolinea il Cav – per costruire e tenere in vita un centrodestra di governo, un centrodestra capace di vincere le elezioni, un centrodestra capace di governare il Paese, un centrodestra autorevole e credibile in Europa e nel Mondo. Ci siamo assolutamente riusciti”. Quella attuale, continua Berlusconi, “è una maggioranza compòsita, lo sappiamo, una maggioranza in qualche modo innaturale, ma necessaria per fronteggiare l’emergenza; è una maggioranza della quale fanno parte forze politiche con le quali torneremo presto a confrontarci da avversari”. ”Di questi referendum sulla giustizia – continua – si parla poco o nulla, incredibilmente si è deciso di votare in un giorno soltanto, il 12 giugno. Evidentemente c’è qualcuno che non vuole che gli italiani si pronuncino su un tema che da trent’anni almeno dilania il Paese. Un tema che riguarda i rapporti fra stato e cittadino, la terzietà del giudice, la neutralità politica della magistratura. Io rivolgo un appello accorato a tutti gli italiani perché vadano a votare e diano il loro voto su un argomento che, prima o poi, potrebbe riguardarli tutti personalmente”. “Il referendum -ha avvertito il Cav- è una tappa, ma una tappa importante, di un percorso riformatore che in parte è già avviato e che starà al nostro futuro governo di centro-destra portare a termine. Un percorso riformatore al quale questo governo ha dato il via approvando una riforma, la riforma Cartabia, che certamente non è la nostra riforma”. “Veniamo all’oppressione giudiziaria… Il 12 giugno si terranno dei referendum fondamentali, in materia di giustizia. Referendum che potrebbero contribuire a cambiare davvero il rapporto fra lo stato e il cittadino e fare dell’Italia un Paese più garantista e quindi più libero. Incredibilmente, di questi referendum si parla poco o nulla, incredibilmente si è deciso di votare in un giorno soltanto, il 12 giugno. Io rivolgo un appello accorato a tutti gli italiani perché vadano a votare e diano il loro voto su un argomento che, prima o poi, potrebbe riguardarli tutti personalmente”, dice.

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