Economia e Politica

Draghi sfida Salvini

Un messaggio a Matteo Salvini: «L’appello a non vaccinarsi e un appello a morire e far morire». E uno a Giuseppe Conte: «Con la riforma del processo penale nessuno vuole stabilire sacche e soglie di impunità». A ormai pochi giorni dall’inizio del semestre bianco Mario Draghi sfida le resistenze degli alleati di governo, sul Covid e sulla giustizia.

Le date

Lo fa cerchiando idealmente due date nel calendario. La prima: il 6 agosto entra in vigore il decreto che impone il passaporto vaccinale. Per sedersi all’interno di un ristorante, entrare in palestra, in piscina, al cinema o al museo, occorrerà aver ricevuto almeno una dose del farmaco. Non è un obbligo vaccinale, ma ci si avvicina molto. L’altra data importante è il 30 di luglio, il giorno in cui andrà in aula alla Camera la riforma del processo penale. Su quella riforma, essenziale all’attuazione del Recovery Plan, pendono più di mille emendamenti, gran parte dei quali a firma Cinque Stelle. Draghi si fa autorizzare dal consiglio dei ministri il voto di fiducia, fissando una scadenza improrogabile dopo la quale chiederà ai partiti un prendere o lasciare.

Il semestre bianco

In mezzo a queste due date, il 3 di agosto, scattano i sei mesi che precedono l’elezione del nuovo capo dello Stato. Da quel momento le Camere non potranno essere più sciolte. Per Draghi una opportunità e allo stesso tempo un problema. Lo confermano le reazioni di entrambi gli alleati di governo. Il primo, Salvini, affida a fonti anonime della Lega la «sorpresa» per le parole del premier. Conte e i Cinque Stelle fanno di necessità virtù, salvo far sapere che «un accordo sulla giustizia ancora non c’è». Insomma, anche ieri per il premier delle larghissime intese è stata una giornata di quelle difficili da gestire.

Un momento difficile

Quando arriva in conferenza stampa ha appena terminato la riunione con i ministri, e prima ancora con le Regioni. Ai giornalisti e in diretta televisiva spiega che la situazione epidemiologica non è preoccupante, ma senza precauzioni lo potrebbe diventare presto. I governatori, gran parte dei quali di centrodestra, resistono e alla fine cedono. Tentano di spostare in avanti l’introduzione della certificazione vaccinale, ma infine accettano il certificato come il minore dei mali. Solo così – argomenta Draghi – si eviterà il ritorno ai colori e alle restrizioni, quelle che abbiamo subito per un anno e mezzo.

Le certezze di Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza è convinto che gli italiani si abitueranno presto alla novità: «L’hanno scaricato già quaranta milioni di persone». Una cosa è certa: il certificato permette al governo di allentare le regole che finora hanno imposto le restrizioni. A dettare i colori non sarà più solo l’andamento dei contagi, ma una complicata combinazione fra quest’ultimo e il numero di persone ricoverate in ospedale e nelle terapie intensive. Sotto il dieci per cento di riempimento di quei letti, le Regioni resteranno di colore bianco. Ha prevalso la linea prudente di Draghi e del ministro della Salute Roberto Speranza con un però: poiché il passaggio a giallo, arancione e rosso non potrà prescindere da nessuno dei tre parametri, le probabilità di nuove restrizioni al momento sono basse. «L’economia italiana va bene, si sta riprendendo e va meglio di altri Paesi. Ma la variante Delta del virus è minacciosa e si espande rapidamente. Se non reagiamo, quel che stiamo vedendo succeder in Spagna e Francia potrebbe accadere anche in Italia. Per questo dobbiamo agire»

Dunque avanti con il passaporto e i vaccini

Draghi invita gli italiani a prenotarsi per l’iniezione, a farlo «per proteggere sé stessi e le loro famiglie». Il passaporto «non è un arbitrio, ma la condizione per mantenere aperte le attività economiche». Nei prossimi giorni arriveranno altre misure. L’ultimo decreto – dice esplicitamente Draghi – lascia in sospeso tre questioni: «la scuola, i trasporti e il lavoro». Ovvero l’obbligo vaccinale per gli insegnanti «su cui stiamo ragionando», l’allargamento del green pass a treni, aerei e ai luoghi di lavoro, come chiede Confindustria. Draghi tira dritto, ma preferisce far digerire ai partiti e agli italiani un problema alla volta. Le discoteche ad esempio: all’ultimo momento si è deciso di mantenerle chiuse. E in molti luoghi affollati la capienza resterà inferiore al cento per cento.

La richiesta funziona

In consiglio il ministro del Turismo Massimo Garavaglia chiede e ottiene per questo nuovi ristori a favore di tutti coloro i quali pagheranno nuovamente un prezzo all’ultima sfida delle varianti del virus. «Vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi», dice Speranza. L’annuncio del passaporto starebbe già dando una spinta: questa settimana le prime iniezioni sono risalite sopra quota centomila al giorno.

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