Economia e Politica

Elezioni subito. Le chiede Zaia

«Ma ve l’immaginate una manovra economica fatta da Renzi e da Grillo? Ci sarebbe da ridere se non fosse una prospettiva drammatica. Ci vogliono le elezioni». È il commento del governatore veneto, Luca Zaia, all’ipotesi di un governo istituzionale rilanciata dall’ex segretario del Pd.

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«Proviamo a immaginarla», prosegue il leghista «nessuna riduzione del fisco perché bisognerebbe continuare a finanziare gli spreconi di ogni risma e colore. Parliamo, per capirci, del capo di quel governo che impugnò alla Consulta la legge veneta e si oppose fino all’ultimo giorno alla celebrazione del referendum sull’autonomia, e del M5S che ha impedito in ogni modo una intesa sull’autonomia differenziata”.

I Tagli se non si va a elezioni subito

“Poi arriverebbero dei robusti tagli orizzontali alla spesa pubblica, con gli spreconi del Sud che brinderebbero perché hanno ancora soldi da consumare, mentre per le Regioni virtuose del Nord, in attesa dal 2011 che qualcuno decida di varare i costi e i fabbisogni standard, sarebbe il tracollo.

Le imprese e le elezioni subito

Nessun taglio agli adempimenti che gravano sulle imprese con lacci e lacciuoli allucinanti. Anzi, sempre più oneri perché la cultura del Pd e dei 5 Stelle è da un lato il trionfo del formalismo e delle regole inutili, dall’altro la concezione che chi fa impresa è comunque da combattere applicando l’equazione “ad una carriola di terra corrisponde una tangente”, con una simpatica criminalizzazione dei ceti imprenditoriali che hanno fatto grande in Nordest e alimentato l’economia italiana.

Risparmiatori e Tav

E non parliamo poi dei poveri risparmiatori travolti dal crac delle popolari, per i quali il centrosinistra aveva stanziato un centinaio di milioni contro il miliardo e mezzo finalmente voluto e imposto da Salvini e dalla Lega; non parliamo di cosa accadrebbe alla Tav Brescia-Padova, alla Pedemontana veneta, a tutte le infrastrutture di cui abbiamo bisogno come dell’acqua».

Votazioni subito

«Il bello sarebbe che il tanto temuto spread non calerebbe, come non è mai calato in anni di governo di centrosinistra e di Pil dello zerovirgola, oggi persino le temutissime agenzie di rating hanno applaudito la prospettiva di un radicale di abbassamento delle pressione fiscale. Occorre aggiungere altro? Bisogna andare a votare, e presto. Perciò confidiamo nella visione e nell’equilibrio del Presidente della Repubblica che saprà essere come sempre giusto interprete dello spirito e della lettera della Costituzione».

A.M.U.

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