Economia e Politica

Ex gasometri. Cappelletti e La Rocca contro

Sono iniziati alcuni lavori nell’area ex gasometri. Adiacente i Licei Benedetti, Paolo Sarpi e il convento di San Francesco, lavori qualificati come “bonifica e messa in sicurezza”. La consigliera comunale Elena La Rocca da sempre si oppone all’ennesimo albergo. Che sorgerà in una delle aree di Venezia aggredite relativamente poco dal turismo di massa non crede alla versione delle bonifiche urgenti.

Elena La Rocca contro i lavori agli ex Gasometri

«Ivan Holler, l’imprenditore austriaco proprietario dell’area e del progetto dell’hotel nonostante il blocco dei lavori a causa dei decreti per il contenimento del coronavirus, ha deciso di procedere comunque a delle “bonifiche urgenti” per la salute e l’incolumità della  cittadinanza. È commovente tanta attenzione da parte dell’imprenditore austriaco nei confronti dei residenti. Ma di fatto con questa “messa in sicurezza” l’impresa costruttrice inizia i lavori preliminari alla costruzione del suo albergo, un’opera che cittadinanza non vuole come ricordano da anni gli studenti del comitato ex-gasometri».

La deturpazione

Elena La Rocca tende a puntualizzare con precisione certi aspetti. «Ricordo che il manufatto in vetro e cemento, per quanto bello e futuristico, andrà a collocarsi all’interno di un tessuto urbano millenario. Deturpando e sovrastando il paesaggio circostante. Una simile  struttura per aspetto e dimensioni è adatta a un quartiere di Berlino. Non può certo inserirsi in un contesto antico e delicatissimo come quello di San Francesco della Vigna».

Enrico Cappelletti contro i lavori nell’area ex Gasometri

Le fa eco il candidato alle regionali Enrico Cappelletti. «Holler ha avuto la strada spianata per la costruzione dei suoi hotel a Mestre. Ma questo è troppo! L’inserimento di un “manufatto alieno” del genere dev’essere combattuta con ogni mezzo legale e politico. Mi sento vicino ai comitati e agli studenti che da sempre si oppongono alla costruzione di questo monolite cilindrico». La Rocca ribadisce l’idea che l’area debba tornare di proprietà pubblica. Con la destinazione urbanistica precedente. «Bisogna avviare subito le procedure di esproprio, dando alla proprietà crediti edilizi da impiegare in altri luoghi del territorio comunale. Il secondo punto su cui non transigiamo è coinvolgere la Soprintendenza di Palazzo Ducale. Non solo per gli aspetti paesaggistici degli interventi. Ma anche per valutare un eventuale vincolo delle strutture ottocentesche, testimonianza della vita industriale della Città Antica».

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