Economia e Politica

Rallenta l’export veneto

L’export veneto perde smalto. Nel primo semestre dell’anno prosegue sostenuta espansione dell’export delle regioni italiane, ma non tutte con la stessa crescita. L’Istat ha diffuso ieri i dati dei primi sei mesi del 2019 dove si stima un incremento tendenziale delle vendite maggiore sui mercati esteri per il Centro (+17,4%). Molto più contenuto il Sud (+2,5%) e il Nord-est (+1,5%), mentre il Nord-ovest mostra una contenuta diminuzione (-1,1%) e le Isole una marcata contrazione dell’export (-11,9%).

Nel periodo tra le regioni più dinamiche nell’export si segnalano Lazio (+26,9%), Molise (+24,6%), Toscana (+17,9%), Campania (+10,4%) e Puglia (+10,1%). Diversamente, si registrano ampi segnali negativi per Calabria (-22,0%), Basilicata (-19,5%) e Sicilia (-17,3%). Le vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dal Lazio e di articoli in pelle, escluso abbigliamento dalla Toscana contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export nazionale per 1,7 %. Nell’analisi provinciale dell’export, si segnalano le performance positive di Firenze, Latina, Bologna Frosinone, Milano e Arezzo. 

Export Veneto vale 57 miliardi

Fvg è l’unica regione del Nordest che nella prima parte di quest’anno mostra un calo delle vendite estere. Il Triveneto nel suo complesso presenta infatti una variazione positiva (+1,5%), trainato principalmente dall’Emilia-Romagna (+4,7%). Mentre la crescita in Veneto (+1,8%) e Trentino-Alto Adige (+2,4%) è stata più contenuta rispetto all’anno scorso.

I dati confermano alla Lombardia il primato nazionale per l’export, con 132 miliardi di interscambio nel primo semestre del 2019. Quota stabile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Vale il 29% del totale italiano che è di 453 miliardi ed è prima seguita da Veneto (57 miliardi) ed Emilia Romagna (52 miliardi).

Se prendiamo in considerazione solo il secondo trimestre dell’anno si segnala una crescita delle esportazioni per il Centro (+5%) e per il Sud e Isole (+4%). Mentre Nord-est e Nord-ovest registrano una lieve diminuzione delle vendite (-0,6% e -0,4% rispettivamente).

Pozza: “Servono iniziative per spingere l’economia veneta”

“Il quadro che emerge dall’analisi congiunturale del settore manifatturiero del Veneto nel secondo trimestre 2019 è improntato a una crescita debole dei principali indicatori economici – aveva sottolineato Mario Pozza, presidente di Unioncamere del Veneto -. Il contesto nazionale e internazionale resta molto fragile. Perdurano le incertezze legate all’inasprimento delle tensioni commerciali e alla hard Brexit. La riduzione delle tasse e il rilancio delle infrastrutture rimangono elementi essenziali da affrontare nella prossima legge di bilancio, in compatibilità con i conti pubblici”.

Mario Pozza

Secondo i dati Istat il mercato dove si è registrata la maggiore crescita per il Veneto è quello Usa (+8,8%) rispetto a 12 mesi fa. Cresce del 5,9% l’export con la Francia.

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