Economia e Politica

Facciamo il punto sul Decreto Rilancio

Come tutti sapete il Premier Conte qualche settimana fa ha annunciato il “famoso” decreto Aprile, poi ribattezzato decreto Maggio, e che infine è diventato il Decreto Rilancio. Pur essendo stato annunciato in pompa magna su tutte le emittenti televisive però, contrariamente a quello che tutti pensano, il decreto non è diventato immediatamente operativo, ma è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella notte del 19 Maggio, producendo i suoi effetti a partire dal 20 Maggio.

Qual è l’iter di approvazione del decreto?

Innanzitutto bisogna ricordare che ci sono voluti ben cinquantotto giorni di “gestazione” prima che il decreto fosse approvato dal Consiglio dei Ministri. Più ulteriori sei giorni perché si arrivasse alla firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per poi essere pubblicato finalmente in Gazzetta Ufficiale. Un decreto che vale quasi come due leggi finanziarie con un costo per il bilancio pubblico di circa 55 miliardi e che consta di ben 266 articoli e quasi 500 pagine. Come sempre alla faccia della semplificazione!

Ma quali sono i vantaggi di un decreto legge?

Il vantaggio sta nel fatto che esso produce i suoi effetti fin da subito. E quindi può dimostrarsi utile in casi di emergenza come il nostro. Tuttavia non è finita qui. Perché il decreto legge deve poi essere immediatamente presentato alle camere per la sua approvazione e conversione in legge entro sessanta giorni. Passati i quali se ciò non viene fatto il decreto perde la sua efficacia fin dall’inizio. Ovviamente nel passaggio parlamentare il decreto può subire delle modifiche dovute agli emendamenti posti e quindi il suo contenuto può variare.

Servono 98 Decreti Attuativi

Quello che stupisce però, oltre alle lunghe trattative che si sono protratte in queste settimane per poter riuscire a trovare le risorse con le quali finanziare questa manovra. Ed al lungo iter parlamentare, è che nonostante le sue cinquecento pagine il decreto rimanda a numerosi decreti attuativi, ben 98! Avete capito bene.

Questo cosa significa in parole povere?

Significa che perché molte delle misure contenute nel decreto rilancio siano operative ed applicabili sul campo, è necessario vengano emessi altri 98 decreti attuativi. Senza considerare Circolari, Risoluzioni ed eventuali provvedimenti Regionali. Siamo quindi ben lungi dal vedere gli effetti nell’economia reale generati da questo decreto rilancio!

Il calendario fiscale alla luce del decreto

Il decreto rilancio agli articoli 126 e 127 non ha fatto altro che spostare al 16 Settembre i versamenti sospesi dal Decreto Cura Italia e dal Decreto liquidità. Senza aggiungere nessun ulteriore differimento per le scadenze fiscali previste per i mesi successivi.

Nello specifico

Più nello specifico dovranno essere versati a settembre:

  • Gli importi rimasti sospesi per i mesi di marzo e aprile per coloro che avevano subito una rilevante riduzione del fatturato;
  • Gli importi rimasti sospesi per quelle attività che erano state riconsiderate tra quelle maggiormente danneggiate dall’emergenza sanitaria;
  • Gli importi rimasti sospesi per i soggetti con ricavi inferiori ai due milioni di euro o aventi sede nelle provincie di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza.

Tutti queste somme dovranno essere versate alla data del 16 Settembre 2020 beneficiando eventualmente del versamento rateate in quattro rate mensili di pari importo.

Tasse rimaste ferme a Giugno

Ciò di cui però non si sente minimamente parlare purtroppo è che, in mezzo a queste tante proroghe c’è un grande assente. Infatti non è stata attualmente prevista nessuna proroga dei versamenti legati alle dichiarazioni dei redditi. I cui versamenti dovranno essere effettuati nei termini ordinari a partire dal 30 giugno. E nemmeno per quanto riguarda l’imu che rimane ferma al 16 giugno.

Un Salasso per i contribuenti Italiani

Il mese di Giugno quindi sembra rappresentare un salasso per i contribuenti Italiani. I quali in questo mese si troveranno a dover versare saldo 2019 e acconto 2020 relativamente a Irpef, Ires, Cedolare Secca e Imu. Questa potrebbe essere una situazione che preoccupa non poco i contribuenti, unita alla relativamente breve proroga in scadenza al 16 Settembre per tutti i versamenti sospesi dei mesi precedenti. Quindi questa manovra tanto decantata alla fine si rivelerà come altro fumo gettato negli occhi dei cittadini italiani. Tra “mancette” a destra e a manca, bonus, crediti di imposta e decreti attuativi che richiederanno tempi biblici prima di poter vedere la luce. A voi lettori il giudizio.

Stefano Paesante, Dottore Commercialista e revisore legale

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