Economia e Politica

Fisco. Stop agli accertamenti

Il fisco si ferma per aiutare l’Italia colpita dal coronavirus. Dagli accertamenti, alle cartelle, ai versamenti Iva, Irpef e contributivi. La bozza del decreto, che si attende per il consiglio dei ministri, salvo sorprese dell’ultimo momento, è pronta. Aumenta a 5 miliardi la cassa integrazione, blocco dei contributi di maggio e attivazione delle casse autonome per le partite Iva, congedi parentali fino a 15 giorni. Il decreto potrebbe arrivare ad utilizzare da 15 a tutti i 20 miliardi di deficit “autorizzati”. E intanto l’Unione europea cancella di fatto il Patto di stabilità e il limite del 3% del rapporto deficit/Pil. Le spese contro l’emergenza permetteranno di sfondarlo senza sanzioni.

L’Europa allenta le maglie

La Commissione europea, su spinta del titolare all’Economia Paolo Gentiloni, proporrà di sospendere di fatto il Patto di Stabilità. L’iniziativa sarà approvata lunedì dai ministri delle Finanze (Eurogruppo), con i governi del Nord pronti al via libera L’autorizzazione arriverà da Bruxelles. Che proporrà di non conteggiare nel deficit tutte le spese contro il Covid-19 a partire da quelle per sanità, imprese, regioni e lavoratori. Di fatto una sospensione del Fiscal compact e del tetto del 3% di deficit.

Fisco e commissione

La Commissione dirà poi che in caso di recessione della zona euro, data ormai per certa, sarà possibile attivare la “General escape clause”, la clausola anti-crisi con una sospensione generalizzata del Patto di Stabilità. Aprirà anche ad aiuti di Stato, in tempi normali proibiti. Francia e Italia chiederanno però di andare oltre, ovvero un piano europeo da centinaia di miliardi versati dalle capitali per rilanciare l’economia. Questo sarà il nuovo terreno di scontro con i rigoristi nordici.

Il fisco ferma le macchine

La circolare intitolata “Emergenza Covid 19”, inviata ieri dal direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini blocca accertamenti, verifiche, liquidazioni e le cartelle fiscali. Un’esigenza di allentare la pressione del fisco pienamente compresa dall’imminente decreto. La prima mossa è infatti la sospensione dei versamenti Iva (il prossimo è di lunedì 16 marzo), delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sui dipendenti. La bozza del decreto circolata ieri sera prevede lo stop per le imprese fino a 400 mila euro di fatturato nel settore dei servizi e fino a 700 mila nel settore della cessione dei beni. Il fisco ha deciso il blocco delle cartelle fiscali e dei provvedimenti esecutivi, a cominciare dai pignoramenti.

Famiglia, congedi fino a 15 giorni

Il congedo parentale, secondo la bozza del decreto circola ieri, salirà fino a 15 giorni aggiuntivi, in alternativa ci sarà il voucher da 600 euro attraverso la formula del libretto famiglia. La quarantena sarà equiparata alla malattia nel settore privato.

Fisco: Sostegno alla liquidità e mutui

Il fisco conferma il potenziamento fondo del centrale di garanzia, di Confidi e la sospensione rate mutuo per 18 mesi per i cassaintegrati. Prevista l’attivazione del Fir, fondo del parziale indennizzo dei risparmiatori e moratoria dei finanziamenti a partire dai mutui, leasing, aperture di credito, finanziamenti a breve in scadenza.

Le richieste del Mise

Il ministero dello sviluppo economico, che partecipa alla stesura del decreto, avrebbe avanzato tre necessità: un miliardo ancora per sostenere l’Alitalia, ormai vicinissima al precipizio, tre miliardi per abbattere gli oneri di sistema compresi nelle bollette di luce e gas, il ché consentirebbe appunto di ridurre l’entità delle bollette, e 750 milioni per i contratti di sviluppo

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