Economia e Politica

Fratelli d’Italia in assemblea a Padova

Si sono ritrovati in tantissimi oggi a Villa Tiepolo a Casalserugo per l’assemblea provinciale di Fratelli d’Italia. Apertura dei lavori consegnata ad Elisabetta Gardini sulle note dell’Inno Nazionale. “Siamo in un momento in cui il nostro Paese ha bisogno di persone capaci e con voglia di lavorare. E FdI sta dimostrando di essere un partito molto attivo per il Paese. Il primo dicembre ci sarà una manifestazione a Bologna. Nel capoluogo che potrebbe segnare una svolta per noi contro questo Governo che sta facendo disastri. A tutti i livelli dobbiamo lavorare come sta lavorando Giorgia Meloni. Il nostro obiettivo è creare massa critica per creare un centro destra unito e compatto”.

L’intervento del Sen. D’Urso di Fratelli d’Italia

Il Senatore, incalzato dalla Gardini, ha elencato la motivazione della sua presenza a Padova e i suoi progetti. “Ci sono proposte di legge interessanti per il Paese e per Padova. Quando ho ricevuto l’invito ho ritenuto doveroso essere presente per portare il mio contributo da Roma a Padova. Per me è la prima volta. Per quanto riguarda la manovra finanziaria mi lego alla manifestazione di Bologna.

E’ una manovra di 31 miliardi, di cui 16 miliardi sono deficit mentre il resto sono nuove tasse. Quindi oltre metà è un deficit il tasse. Quindi una finta manovra. 16 milioni sono su investimenti, ma su 16 miliardi. Di cosa parliamo? Del nulla. La situazione del Paese è grave. Per questo noi abbiamo presentato un nuovo emendamento.

La chiusura di Berlato

“Ho ascoltato tutti gli interventi e porto i saluti di Giorgia Meloni che elogia il lavoro di Elisabetta Gardini. Dobbiamo consolidare tutte le nostre energie verso il nostro partito che è in crescita in una Regione che ha un alleato importante che ha una percentuale superiore di molto a livello regionale sia nazionale. Siamo partiti dall’1,5% per attestarci attorno al 10%. Ognuno di noi deve avere il coraggio di mettersi in gioco senza correnti ma pensare solo al bene al partito”.

Basta pensare a quanto avvenuto con Alleanza Nazionale. Finché sarò coordinatore sarò contrario a questa logica che porta solo disastri. Il mio compito è sempre stato quello di aprire a tutti la porta del partito. Non ho mai chiesto da dove provenisse ma solo se condividesse i nostri ideali. Il nostro non è un mezzo di locomozione per passare su altre sponde e abbiamo la responsabilità di farlo crescere bene”.

Ho chiesto di passare dalle nomine fiduciare alle nomine della classe dirigente attraverso i congressi. Parole inutili quelle di chi dice che può pesare tanto se poi non sale sulla bilancia. Quello che nella classe dirigente è importante il gioco di squadra. Grazie anche ai militanti che ci danno tutto senza chiedere niente. Siamo diventati il secondo partito d’Italia e ora ho scommesso di superare il 10% alle prossime elezioni del 2020.

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