Economia e Politica

Guido Russo, il dentista No Vax col braccio di silicone, si chiude in casa

“Mi avete rovinato la vita”: Guido Russo, il dentista biellese che l’altro giorno si è presentato a fare il vaccino con un braccio di silicone, risponde così ai giornalisti che suonano al campanello di casa, in un paesino dell’Alto Biellese, Bioglio, in frazione San Francesco, dove abita la compagna. “Andate via, chiamo i carabinieri”, si limita ad aggiungere l’uomo, balzato agli onori delle cronache per il gesto che gli è costato una denuncia per truffa. L’uomo, 57 anni, sospeso dall’albo dei medici odontoiatri perché non vaccinato, aveva affisso sulla porta del suo studio il cartello “esibizione del Green Pass solo volontaria”.

Anche all’estero

La notizia della sua performance al centro vaccinale, del resto, sta facendo il giro del mondo: ne ha parlato ieri il New York Times che ha titolato “A man in Italy tries to get a shot in a fake arm to qualify for a vaccination certificate”, e nell’articolo ha descritto la sconcertante vicenda. Analoga notizia è comparsa sul The Guardian, sul sito internet della Cnn, su quello della Bbc e sui media del Golfo come Al Arabiya.

Già denunciato 5 anni fa

Emerge intanto, nella carriera di Guido Russo, un infortunio piuttosto grave risalente a cinque anni fa: nel 2016, infatti, il medico era stato denunciato dai carabinieri del Nas insieme con un odontotecnico che, secondo le accuse, esercitava abusivamente la professione di dentista nel suo studio di Valle Mosso. Lo studio stesso era finito sotto sequestro.

I provvedimenti

L’Ordine dei medici di Biella, con una lunga e amara lettera, ha annunciato che nei confronti del dentista No Vax chiederà i provvedimenti più severi. La rabbia dei colleghi del dottor Guido Russo è tutta nelle parole del presidente dell’Ordine, Franco Ferrero: “Un’azione come questa sarebbe grave compiuta da chiunque ma è ancora più grave perché offende la nostra professione e il nostro ordine. È una mancanza di rispetto verso chi in questi due anni di pandemia ha lavorato con abnegazione e spirito di servizio, anche a scapito della propria salute”. Ora che l’appartenenza professionale è accertata, è partito anche l’iter per avviare un procedimento disciplinare nei confronti del dentista che potrebbe portare anche alla più grave delle forme di punizione.

L’idea stupida

Rischia quindi la radiazione Guido Russo, che giovedì mattina ha avuto l’idea di presentarsi all’hub vaccinale Biver Banca di via Carso indossando un busto in silicone con i deltoidi gonfiati dalla plastica, di quelli che gli attori usano sul set (un gingillo che su Amazon costa oltre 500 euro) e con cui lui ha cercato di evitare l’iniezione, sperando che l’infermiera non si accorgesse che stava piantando l’ago in un braccio finto.

L’infermiera

Non è andata così perché Filippa Bua, 60 anni, una lunga esperienza come infermiera e centinaia di ore negli hub vaccinali del Biellese, a smascherarlo ci ha messo un secondo. “Ha scoperto la spalla e mi sono accorta che il colore del braccio era strano – racconta – Per un attimo ho pensato di aver fatto una gaffe, perché gli avevo chiesto il braccio che usava meno, e mi sono detta: vuoi vedere che mi ha porto quello con la protesi? Poi gli ho chiesto di scoprire l’altro ed era identico. Non volevo crederci”. Russo non si scompone di fronte all’infermiera, e nemmeno di fronte alla notizia che il suo bluff gli è costato una denuncia per truffa con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni dell’Asl, che è un ente pubblico. I carabinieri di Biella, che hanno ascoltato il racconto dei responsabili dell’Asl, hanno consegnato ieri una lunga relazione in procura. “Non credo al vaccino, non l’ho fatto prima e non voglio farlo adesso. Ma ho bisogno del Green Pass per lavorare”, ha spiegato Russo all’infermiera che, incredula, ha chiamato una collega a testimone di quello che le sembrava un film di fantascienza.

Giorni difficili

“Sono giorni difficili nei centri vaccinali. Stanno arrivando quelli più arrabbiati, che il vaccino non vogliono farlo ma si sentono obbligati – dice Bua – Urlano, imprecano, a volte piangono. Ma da quest’uomo mi sono sentita offesa come professionista. Quando ha capito di essere stato scoperto mi ha chiesto di fargli comunque l’iniezione nel braccio finto”. Lui – un professionista rispettato, almeno finora – ride quando capisce di essere stato smascherato.  Ride solo lui, mentre la notizia viene ripresa dai giornali di mezzo mondo. Il suo ordine annuncia provvedimenti disciplinari immediati, il presidente del Piemonte Alberto Cirio definisce la truffa “un’offesa al sistema sanitario piemontese”.

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