Economia e Politica

Il battaglione Azov si è arreso ai russi, che fine faranno i militari? Scambio di prigionieri o processo?

Eroi per l’Ucraina, criminali di guerra per la Russia: i soldati del battaglione Azov che hanno resistito per oltre 82 giorni all’interno dell’acciaieria Azovstal di Mariupol alla fine si sono dovuti arrendere alle forze di invasione di Mosca. Anche se Kiev, e in particolare il presidente Volodymyr Zelensky, parla di “missione compiuta”. Secondo le informazioni diffuse dal ministero della Difesa russo sono 959 i militari ucraini che si sono consegnati da lunedì 16 maggio: 694 solo tra martedì e mercoledì; un’ottantina quelli feriti, 51 più gravi e ricoverati in ospedale.

Dubbi sulla sorte

Su quale sarà la sorte di questo migliaio di combattenti ucraini regna l’incertezza: se Kiev parla di negoziati avviati per riportarli al sicuro grazie a uno scambio con Mosca, il fronte separatista e molte voci in Russia invocano processi e persino la pena di morte. Cosa accadrà ora ai combattenti non è chiaro. Il Cremlino ha affermato che Putin aveva personalmente garantito che i prigionieri sarebbero stati trattati secondo gli standard internazionali e funzionari ucraini hanno affermato che avrebbero potuto essere scambiati con prigionieri russi. Tuttavia questo scenario non sembra al momento così realistico. L’agenzia di stampa Tass ha riferito che un pool russo avrebbe interrogato i soldati, molti dei quali membri del battaglione Azov, nell’ambito di un’indagine su quelli che Mosca chiama «crimini del regime ucraino». Il leader separatista di Donetsk Denis Pushilin ha affermato che sarà un tribunale a decidere il destino dei combattenti ucraini che si erano arresi presso l’acciaieria Azovstal a Mariupol. Sebbene, come ricorda la Reuters, entrambe le parti parlassero di un accordo in base al quale tutte le truppe ucraine avrebbero abbandonato le acciaierie, molti dettagli non sono chiari o non sono ancora pubblici, incluso quanti combattenti siano ancora all’interno e se sia stata concordata una forma di scambio di prigionieri.

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