Economia e Politica

IL PROGRAMMA PER LE EUROPEE DI PAOLO BORCHIA

Paolo Borchia candidato della Lega alle Elezione Europee è veronese, laureato, ha 38 anni e una profonda conoscenza del Parlamento Europeo, dove lavora dal 2010 come consigliere politico, tra gli altri, del ministro Lorenzo Fontana.

Non a caso, il programma di Paolo Borchia mette in evidenza l’esperienza e le competenze acquisite in questi anni come “tecnico” la Parlamento di Bruxelles: “Per essere operativi sin da subito, visto il grandissimo impegno che metteremo in Europa, è fondamentale conoscere i meccanismi che regolano l’attività parlamentare. La mia esperienza sarà, quindi, immediatamente a servizio dei cittadini veneti e delle loro necessità”.

Impegno, responsabilità e legame con il territorio sono le basi del mandato che Paolo Borchia vuole assumere a favore del Veneto.

Al centro del suo lavoro ci sono le infrastrutture necessarie alla crescita del sistema economico e delle imprese del Nord Est: il completamento dell’Alta velocità Brescia – Padova, del tunnel del Brennero, del collettore del Garda sono opere fondamentali per il nostro territorio.

Il Veneto può crescere solo attraverso lavoro, imprese e formazioni. “Diciamo stop alla speculazione finanziaria, con provvedimenti a favore dell’economia reale – ribadisce Borchia – che mettano fine alle politiche di austerità”.

Uno dei driver della crescita del nostro territorio è sicuramente l’innovazione, ambito strategico su cui l’Europa punta molto. Il prossimo bilancio dell’Unione, infatti, prevede importanti investimenti proprio a favore di progetti, aziende, servizi innovativi e Paolo Borchia vuole essere il referente del territorio per intercettare e portare in Veneto i fondi destinati agli imprenditori, alla formazione e alle imprese che investono in innovazione.

Senza dimenticare due capisaldi dell’impegno della Lega in Europa: il contrasto all’immigrazione clandestina e la lotta agli sprechi. Vanno rafforzati i controlli alle frontiere esterne e facilitati i rimpatri per garantire sicurezza ai nostri cittadini. Ed è necessario tagliare i costi e i privilegi di quest’Unione Europea che sono insostenibili per il nostro Paese. Basti pensare che, negli ultimi 10 anni, il saldo negativo per l’Italia è pari a 50 miliardi di euro. Contare in Europa, vuol dire anche ottenere di più.

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