Economia e Politica

Il welfare aziendale strumento virtuoso

Il welfare aziendale e le sue ricadute sul territorio, le aziende che lo erogano, i risultati e le prospettive, di questo si è parlato al Convegno organizzato alla Camera di Commercio di Padova, durante il quale il Gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio Veneto rispondendo alle esigenze delle imprese ha approfondito questa tematica che si sta rivelando come una grande opportunità per le aziende e per i lavoratori.

Il convegno

Oltre agli esperti del settore che hanno spiegato cos’è il welfare e a quali rischi, bisogni e misure risponde, ci sono state le testimonianze di aziende e lavoratori che hanno sperimentato con successo i benefici e l’impatto del welfare sul lavoratore e sull’azienda che lo attiva. L’obiettivo del Convegno è stato quello di approfondire il tema del welfare aziendale come strumento virtuoso per tutti i soggetti coinvolti.

Gli interventi sul welfare

Lorenzo Bandera Ricercatore di “Percorsi di Secondo Welfare”, dell’Università di Milano con gli ultimi dati sulla povertà, con esempi pratici di modelli di welfare aziendale ha ripercorso in modo accademico l’analisi di ciò che il welfare riesce a produrre per le aziende  e ad abbattere in termini economici e sociale.

Alberto Farinelli Direttore di “Tre Cuori” con il suo intervento ha raccontato, proiettando anche un video con testimonianze, di come il welfare possa essere uno strumento di impatto positivo per i lavoratori e di impatto economico per il territorio. Generare un virtuosismo tra i lavoratori che utilizzano attraverso il welfare aziendale, dei benefit nei propri territori e gli imprenditori locali dai quali ai lavoratori si rivolgono. Un equazione facile in grado di generare tranquillità nel lavoratore di cui l’azienda si prende cura e il commerciante di zona, con il risultato di eliminare acquisti e servizi che vanno ad incidere in modo negativo sull’economia locale.

Il collegamento skype Rosita Zucaro dell’Università di Venezia, ha sottolineato l’urgenza di conciliare la vita e il lavoro dei lavoratori come strategia d’impresa, usando quindi strumenti come il welfare.

La chiusura e il welfare

Il convegno si è chiuso con una serie di interventi che hanno testimoniato come in Italia la diffusione dei piani sia in crescita e come siano sempre più ricchi di beni e servizi messi a disposizione dei lavoratori dipendenti. Senza dimenticare però un punto importante: i vantaggi per le aziende. Le iniziative agiscono sul livello di ingaggio, motivazione e produttività dei dipendenti. Come ormai tanti studi hanno dimostrato, il dipendente più soddisfatto produce di più, il dipendente più curato è un dipendete più disponibile. Senza dimenticare che in un’azienda in cui ci sono questi interventi i livelli di assenteismo sono più bassi. Ed è per questo che oltre alle normative in continua evoluzione del Ministero per l’Economia e del Ministero del Lavoro si sta investendo in  piattaforme digitali gestite da terzi che vanno a  sgravare l’azienda nella fase di erogazione e gestione di tutti i servizi. ù

Rimane adesso, di sperare, che ci siano oltre ad aziende sempre più aperte ai servizi di welfare, aziende in primis disponibili ad assumere con contratti dignitosi e meritocratici i lavoratori, perché ancora i dati relativi alla disoccupazione non sono per niente confortanti.

Alessandra Turco

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