Economia e Politica

Investire a piccole rate

Rubrica a cura di Marco Rebesco, consulente finanziario

L’attualità dei mercati finanziari mi porta oggi a parlarvi di uno strumento di investimento a me molto caro: il piano di accumulo (pac) . Partiamo innanzitutto dalla definizione di pac: i piani di accumulo sono dei piani di investimento in fondi comuni che servono a creare del capitale che cresce gradualmente nel tempo, per assicurarsi un  futuro o l’avvenire di un figlio o di un nipote.

I piani di accumulo non richiedono somme ingenti in quanto si possono attivare anche a partire da 50 euro al mese e la regolarità dei versamenti è a discrezione dell’investitore. Esistono ovviamente pac con diversi gradi di rischio, che dipende dal tipo di fondo comune che il versamento mensile va ad alimentare: azionario, bilanciato od obbligazionario. E’ uno strumento molto flessibile che concede  in ogni momento al risparmiatore la possibilità di sospendere il piano, incrementarlo, ridurlo ed anche di rientrare in possesso del capitale finora investito.

Ovviamente, in fase di scelta e sottoscrizione del fondo che si decide di alimentare, il risparmiatore deve avere ben chiaro l’obiettivo che si pone e l’orizzonte temporale che ha di fronte: se l’obiettivo è a lungo termine  potrò sottoscrivere un pac su un fondo azionario. Se invece voglio  accumulare  mensilmente quanto mi servirà per pagare le ferie della prossima estate, dovrò optare per un fondo meno rischioso.

Bisogna ovviamente tenere anche conto delle commissioni che, di norma, vengono richieste e che, spesso, vengono trattenute in larga parte nei primi versamenti del piano per poi essere spalmate per tutta la durata del pac.

Il vantaggio indiscutibile del pac, che lo fa entrare a pieno titolo tra le forme di investimento che preferisco, è quello di proteggere il capitale dalla volatilità dei mercati finanziari e di accedere a strumenti professionali anche con piccole somme.

Il pac protegge dalla volatilità dei mercati perché ogni mese il risparmiatore acquista quote del fondo mediando continuamente il prezzo di acquisto, senza porsi la domanda se sia o no il momento di investire. Sparisce l’idea del “giusto timing” dell’investimento e prende il sopravvento l’idea di “time” dell’investimento: nel tempo, anche piccole somme danno corpo a patrimoni importanti!

Ricordatevi di scrivere alla redazione per ogni curiosità sui mercati, vi risponderò!!!! direttore@ilsestantenews.it

Marco Rebesco

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