Economia e Politica

Iris- Piazzale Boschetti

L’operazione Piazzale Boschetti appare sempre più come un’ampia privatizzazione con nessuna garanzia riguardo il risanamento ambientale e urbanistico circostante. La ristrutturazione delle due note palazzine liberty copre in realtà la privatizzazione di una zona centrale della città. In assenza di uno scambio con equivalente valore strategico, economico e oltretutto senza alcuna rigenerazione urbanistica. Questo in un vasto comparto degradato come quello del quartiere antistante la Stazione di Padova.

Lusso al posto della storia

Questa proprietà pubblica in un’area golenale di pregio, dirimpettaia dei Giardini dell’Arena e del capolavoro di Giotto, potrebbe malauguratamente diventare luogo di esclusivi appartamenti. E ristoranti di lusso in una logica di mera operazione edilizia-speculativa-privatistica. Basta attraversare la strada, via Trieste, per comprendere che questa strategia di rendita urbana ha già rischiato di fallire creando un “buco nero” in mezzo alla città.

La mia speranza su Piazzale Boschetti

Da questa Giunta assertivamente di sinistra mi sarei aspettato una proposta per la creazione di spazi co-housing e co-working. Non certo la realizzazione di lussuosi appartamenti! Il Comune assume così il ruolo di palazzinaro del XXI secolo. Ritengo invece che, prima di decidere il destino di Piazzale Boschetti, andrebbe impostata la riqualificazione di tutta l’aerea fra Corso Del Popolo, Piazza De Gasperi, via Trieste e via Scrovegni. Ovviamente si tratterebbe di un progetto complessivo di rigenerazione urbana che dovrebbe coinvolgere sia il pubblico che il privato.

Il progetto su Piazzale Boschetti

Tale progetto sarebbe agevolato solo se il Comune mantenesse il controllo di vaste aree da utilizzare in senso compensativo. Non pertanto svendendo ora ai privati le due palazzine, parte di piazzale Boschetti e almeno una corsia stradale di via Trieste. Solo in questo modo si trasformerebbe un luogo ormai orfano di ogni funzione e prestigio, dandogli nuova vita e un nuovo ruolo culturale. Oltretutto recentissimamente la procedura di liquidazione e concordato preventivo della Progetto PP1 SpAè stata dichiarata estinta dopo oltre tre anni di vicende giudiziarie. Ora c’è di nuovo la disponibilità piena dell’area e una nuova opportunità di interlocuzione pubblico-privato.

La riqualificazione

Sembra pertanto stiano nascendo le condizioni ideali per riqualificare il quartiere. Magari creando un corridoio verde riservato a pedoni e ciclisti, nettamente diviso dal traffico veicolare, che unirebbe Arcella e centro storico passando per la Stazione. Con un percorso funzionale ad una mobilità moderna in grado di dare un’anima ad un pezzo di città sino ad oggi anonimo.

Le perplessità sull’amministrazione su Piazzale Boschetti

Al contrario, il risultato finale perseguito da questa Amministrazione è costituito da un progetto che, lungi dall’essere coerente ad una visione urbanistica univoca con le adiacenti aree PP1 ed ex Ifip, è focalizzato esclusivamente su un’operazione edilizia che ruota attorno alle due palazzine. A riguardo le perplessità progettuali sono tante. A partire dal garage interrato a servizio delle palazzine. Sia per le possibili sorprese legate alla bonifica ed alla falda(il fiume è a pochi metri), sia perché, per dare spazio alla rampa di accesso, si pretende la riduzione della carreggiata di via Trieste. E il dimezzamento delle corsie, senza che nessuno ne abbia studiato l’impatto sulla mobilità. Inoltre, la realizzazione di un nuovo corpo intermedio fra i due fabbricati, un nuovo volume a destinazione commerciale esterna. E la concessione di attività commerciali al piano terra e l’ampliamento di volumi e terrazzi sulle palazzine vincolate.

Il nodo della questione

A questo punto si fatica a comprendere su cosa insista il vincolo della Soprintendenza alle Belle Arti. Non si possono abbattere le palazzine, peraltro brutte e prive di alcun pregio, ma si può stravolgerne l’essenza architettonica? Appare piuttosto un “vincolo politico”. Apposto una quindicina d’anni fa con la finalità meramente strumentale di impedire la realizzazione dell’auditorium allora ipotizzato, mantenuto negli anni, oggi serve solo per giustificare la permuta urbanistica con le aree limitrofe al parco Iris. La ragione dietro questa scelta inopportuna dobbiamo ricercala nel vero obiettivo di questa Giunta e cioè nell’eliminare ogni ostacolo alla realizzazione della linea tram Voltabarozzo-Stazione.

La lottizzazione

Ecco quindi che per placare i residenti in zona Forcellini-San Paolo, poco inclini ad accettare l’attraversamento del parco Iris e della ciclopedonale da parte del tram, il Vicesindaco ha bloccato una lottizzazione qui prevista. Offrendo in permuta ai proprietari dei terreni le due palazzine del Boschetti. Così ponendo anche i presupposti per un ipotetico (bisognerebbe poi trovare i soldi pubblici) ampliamento del parco Iris. Fingendo un interesse per il verde urbano. Mi auguro ci sia ancora speranza che la Giunta ritratti tale progetto. E che fra qualche anno nessuno rimpianga sia stata un’occasione persa per riqualificare questa zona strategica della città. A cavallo fra città vecchia e città nuova, fra centro storico e ferrovia.

Avv. Roberto Carlo Moneta, Consigliere Comune di Padova – Vice Presidente Commissione Politiche di controllo e garanzia

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close