Economia e Politica

La destra di Meloni ha un problema nel dna

Basterebbe farle un disegnino. E invece niente, lei non riesce a capire una delle cose più semplici che esistano. Il suo partito non è estraneo a quello che abbiamo visto nell’ormai famoso video di Carlo Fidanza. Anzi, quel video rappresenta in tutto e per tutto l’identità profonda, il dna, l’essenza culturale di Fratelli d’Italia. E non certo per quella fascisteria d’accatto e di maniera con la quale i protagonisti raccontano a loro stessi la favoletta di essere sempre gli stessi, quei ragazzini che giocavano a imitare stupidamente i loro fratelli maggiori.

Il vero nodo

No, non è quello il vero nodo politico. Non è nel neofascismo, il nodo politico è che quell’iconografia da “fascisti immaginari” nasconde invece il loro estremismo di oggi, con i tic del passato che nascondono le vergogne del presente. Per questo Meloni supera il ridicolo quando continua a chiedere tutte le cento ore del video di Fanpage: le serve un video per conoscere i suoi dirigenti? Ma per favore! Lei sa tutto perché il suo partito è la sua famiglia ed è fatto a sua immagine e somiglianza.

Tutto nasce contro Fini

La destra estrema di Giorgia Meloni nasce psicologicamente contro quel Gianfranco Fini considerato “traditore” solo perché ha provato a fare davvero quello che tutti volevano fare per finta: trasformare la comunità missina in una destra onestamente di governo, sinceramente democratica, mai più nostalgica. La destra della Meloni nasce così ed è ferma lì. Immobile come solo i politicamente ottusi sanno essere.

Ma sì! Cantiamo faccetta nera!

Ed allora poco importano i “camerata”, i “boiachimolla”, le strette “legionarie”, i saluti romani, di fronte alle scelte strategiche di una Giorgia Meloni che ha costruito il suo partito familiare lontano mille miglia da quella che fu Alleanza Nazionale. Là si provò, tra mille contraddizioni e altrettanti passi falsi, a costruire una destra repubblicana, liberale, europea; qui è stata eretta una destra orgogliosamente illiberale, convintamente anti europea, caparbiamente sovranista. Là si parlava con i gollisti francesi, qui con Bannon e Orban.

Tutto va bene ma…

Per essere chiari: tutto questo è assolutamente legittimo. Come è legittimo scegliere di opporsi al governo Draghi, come lo è cavalcare ogni protesta populista, come lo è proporre una cosa impossibile con il blocco navale e come lo sono mille altre posizione che nulla hanno a che fare con qualsiasi declinazione di destra liberale. Quello che non è legittimo è il trucco di cercare di stare da una parte e dall’altra. Se sei destra estrema non puoi contemporaneamente pretendere che ti trattino come un bravo bambino pronto a entrare a Palazzo Chigi dalla porta principale.

Non è tutta colpa di Giorgia

Ma a ben pensare, questo non è tanto un problema della Meloni. Il problema è dei troppo moderati e liberali che si fanno abbagliare dalla luce del facile consenso e dei sondaggi per andare a inginocchiarsi a corte dell’estremista di turno. Per poi meravigliarsi di un video che racconta quello che dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti.

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