Economia e Politica

L’appello della Federazione Imprese Autonoleggio con Conducente

Alessio Tavecchio è titolare di una ditta individuale di Noleggio con conducente e Vice Presidente dell’associazione nazionale di categoria FIA (Federazione Imprese Autonoleggio con Conducente) affiliata a Confindustria. “La nostra categoria – dice – è stata tra le prime a subire lo stop forzato a causa dell’emergenza Covid-19. Quindi siamo fermi da fine febbraio. Purtroppo siamo stati abbandonati per quel che riguarda aiuti economici, sia dallo Stato centrale che dalle Regioni. Come molte partite Iva, ma non tutte le aziende, abbiamo ricevuto i piccoli contributi dell’Inps (600+600) e i 1000 euro dell’Agenzia delle Entrate. Con queste somme e senza lavoro stiamo sopravvivendo e molte aziende, in tutto il territorio nazionale, hanno dovuto rivedere il proprio organico aziendale tentando di vendere auto ed autorizzazioni NCC con la conseguenza di licenziamenti di personale. Le aziende che hanno dipendenti hanno anticipato la cassa integrazione in deroga. Ma se non ci saranno aiuti economici e, soprattutto, a fondo perduto, più del 50% delle aziende sarà costretta a chiudere e fallire”. 

Le aziende

Alessio Tavecchio Vicepresidente Vicario di Fia Confindustria Federvarie (Federazione Imprese Autonoleggio con Conducente) 

Parliamo di 35.000 aziende tra vetture ed autobus con più di 200.000 addetti che rischiano di saltare e che tra poco termineranno le risorse finanziarie con la totale indifferenza dello stato. “Siamo l’ossatura portante del turismo, del business travel, dell’industria fieristica e congressuale – continua Tavecchio – e alimentiamo un volano quantificabile in milioni di euro (vetture/carburanti/assicurazioni/manutenzioni/autostrade).

L’inizio

Fino ad inizio pandemia il loro lavoro produceva lo 0,5 punto percentuale del PIL nazionale mentre ad oggi il fatturato è crollato del 95% a livello globale ed il rischio di disordini sociali è alle porte. Chiedono un aiuto ai media per portare alla luce questa situazione che rischia di creare un disastro inimmaginabile.

L’agitazione

Ecco il testo che annuncia l’agitazione per oggi. Le scriventi Associazioni di Categoria, bus, vetture e natanti con conducente, con la presente proclamano lo stato di agitazione sindacale, preannunciano l’intenzione di indire manifestazione nazionale per il 28 ottobre p.v. in tutte le città capoluogo di regione e chiedono la formale attivazione, nei cinque giorni successivi al ricevimento della presente, della preventiva procedura di raffreddamento e conciliazione delle controversie.

I motivi

La motivazione alla base dello Stato di agitazione è di seguito esplicitata: L’emergenza sanitaria pandemica denominata COVID-19 ha, per limitare il rischio di contagio, dovuto far adottare alle autorità nazionali, misure drastiche sulla limitazione della circolazione delle persone. Tale circostanza ha prodotto immediatamente la totale cancellazione delle prenotazioni delle gite scolastiche, congressi, viaggi culturali, escursioni crocieristiche e spostamenti in genere, tuttavia le attività in oggetto non rientravano tra quelle sospese dai vari DPCM e DL che si sono susseguiti dall’inizio di marzo ad oggi, ma venivano lasciate aperte perché il codice ATECO 49.00 le faceva rientrare in quelle che sono considerate essenziali. In questo frangente le aziende si sono ritrovate sulla carta attive ma, di fatto, sono state fermate dalla totale mancanza di utenza e anche quella timidissima ripresa è stata stroncata dal risalire della curva dei contagi che ha fatto scaturire ulteriori provvedimenti restrittivi.

La richiesta al governo

Le associazioni più volte hanno inviato al Governo richieste di aiuti per la grave situazione creatasi, invocando provvedimenti che avrebbero potuto in qualche modo salvare imprenditori e dipendenti dal baratro, le richieste purtroppo non hanno mai avuto un riscontro e non hanno nemmeno prodotto nessun incontro. La peculiarità di questo comparto è la totale dipendenza dai flussi turistici e, seppur rientrante nel settore trasporti, costituisce anello indispensabile ed interagente con l’industria turistica.

Turismo e trasporti

I Dicasteri sollecitati (Turismo e Trasporti) ed il governo stesso ignorano queste attività tenendo gli occhi puntati sui soli servizi di TPL che, se pur aventi lo stesso codice ATECO, svolgono attività completamente diverse. Primi a fermarsi e senza speranza di ripartenza!!! Leasing, tasse, mutui, contributi spostati di qualche mese, e senza previsioni di poter ripartire e poter onorare le scadenze procrastinate. Intanto si parla di affiancamento al TPL ma fino ad oggi tale misura non è mai stata messa in atto. In questo contesto l’esasperazione dovuta alla mancanza di attenzione da parte del Governo ci induce, nostro malgrado, ad invocare il diritto di manifestare affinché si possa avere la giusta attenzione per evitare default e licenziamenti in massa ma soprattutto perché le associazioni non riescono più a gestire le iniziative di protesta di una base ormai stanca.

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