Economia e Politica

Lega. Chiamata da Brugnaro

«Il nostro è un lavoro di squadra». Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro prende la parola per ultimo alla conferenza stampa di fine anno, in Municipio a Mestre. Sono intervenuti gli assessori al Bilancio Michele Zuin. All’Urbanistica Massimiliano De Martin. Al Turismo Paola Mar. Alla Sicurezza Giorgio D’Este. Il prosindaco del Lido e assessore alle Politiche educative Paolo Romor. Il vicesindaco Luciana Colle. Il consigliere delegato alle Tradizioni Giovanni Giusto. I consiglieri Luca Battistella, Paolino D’Anna ed Enrico Gavagnin. Ma la squadra va ben al di là e include chi lo ha votato, chi lo voterà e anche chi non lo voterà. «Ma si è messo al nostro fianco con generosità per il bene della città». La lista dei ringraziamenti è lunghissima. Dal presidente della Repubblica agli addetti alle partecipate, Brugnaro non tralascia nessuno. E chiama in alleanza la Lega

La legge Speciale

A tirare una prima linea, sul bilancio del lavoro svolto dalla squadra, inutile non ammetterlo, è stato l’ultimo referendum. Che ha «svelato la trasversalità che c’è in questa città. Il tutto con rispetto delle altre posizioni – sottolinea -.  Il 2019 è stato anche un anno pesante», e torna subito all’acqua alta. Una catastrofe che però in qualche modo è servita perché ha messo in evidenza la specialità di Venezia. E attraverso la laguna la specialità dell’Italia. «Ecco perché nella legge Speciale abbiamo chiesto un finanziamento di 150 milioni all’anno per i prossimi 10 anni. Ora sembra che partirà un’Agenzia per il Mose. Sulla linea di una maggior attribuzione di competenze alla Città Metropolitana sulla laguna. Quello che chiedo da anni».

Le grandi navi e il pensiero della Lega

Sono lontani, insomma, i tempi in cui per le grandi navi a Venezia «si doveva discutere con il ministro Danilo Toninelli. Come se non fosse già tanto il tempo perduto dal 2017. Anno in cui con la Regione e con al governo la Lega era già stato tutto deciso. Le grandi navi a Marghera e le altre lungo il canale dei Petroli. Risalendo il Vittorio Emanuele». Mose: «Chi nega la necessità degli scavi dei canali, mente», dice il sindaco. Anziché definirlo scavo lo si può definire pulizia. Ho trovato l’accordo con il commissario straordinario per il Mose Elisabetta Spitz. Ho parlato con la dottoressa Cinzia Zincone, futuro provveditore ai Lavori Pubblici? Vedremo. Garantisco sul controllo dell’opera. Sindaco e città non possono restare fuori dai provvedimenti. Faremo riunioni periodiche con i cittadini – afferma – ma il Mose si deve fare».

Pili e Lido

«Il rilancio di Venezia in questi 4 anni è davanti agli occhi di tutti. Ho lavorato gratis, ma probabilmente c’è chi si troverebbe meglio con un sindaco che costa 7 mila euro al mese. Parlano di conflitto di interessi. Casomai sono io che vado in conflitto con i miei interessi». Risponde a una polemica sui Pili. «È come l’ospedale che volevo fare a Poveglia. Lì mi hanno fatto risparmiare. Vediamo se riescono a evitarmi anche il palasport». Ringrazia la presidente del Senato della Lega Maria Elisabetta Alberti Casellati. «Era a tirare coriandoli con noi a Zelarino. Ha dimostrato la sua grande vicinanza alla città». E nonostante il primo cittadino avesse precisato, a inizio conferenza, di non voler tracciare in questa circostanza un bilancio, il resoconto procede.

I grazie

Poi ringrazia il presidente del tribunale, la Corte dei conti, il patriarca Moraglia «mia guida personale». Il Governatore della Lega Zaia e tutta la giunta regionale. «A Venezia non abbiamo venduto case. Abbiamo ristrutturato le case pubbliche. Noi abbiamo amministrato. Mi scuso per il mio caratteraccio, ringrazio per avermi sopportato».

La squadra. Con la Lega?

Alla domanda se di fronte a una grande fiducia dei cittadini confermerà l’intera giunta, è vago: «Fosse per me confermerei tutti gli assessori». Da chi dipenda questa decisione, però, non lo spiega. Si parla già di un possibile braccio di ferro con la Lega, che chiede di contare di più. E con la Lega Brugnaro spiega di voler arrivare a un accordo in vista delle elezioni. «Così come ho aperto a tutte le forze politiche. Ma il patto lo farò solo con i cittadini». Difficile per il sindaco anche stimare una percentuale di promesse mantenute in 5 anni. «Il nostro programma non era così dettagliato. Abbiamo avuto anche tanta fortuna perché a Roma hanno avuto fiducia in noi. Le persone sono contente e stanno bene. Adesso è il momento che si vada a decidere. Ci sono investimenti, imprenditori, lavori da fare, in città abbiamo in corso opere pubbliche per 540 milioni di euro. Se i cittadini decideranno di premiarci porterò tutto a termine».

Sicurezza e Lega

«Cosa abbiamo trovato nel 2015?». Chiede l’assessore D’Este. «La sicurezza trascurata da troppo tempo, oggi cavallo di battaglia dell’amministrazione, con l’unità cinofila della polizia locale. E gli investimenti importanti sul personale. 200 agenti in più, una condizione rinnovata, acquisti strumentali, come le 13 Giuliette. Organizzata la squadra antiborseggio e approvato il daspo nel regolamento di polizia e sicurezza, con 370 provvedimenti emanati. Siamo a 102 persone arrestate nel 2019. Il doppio del 2018, con 2294 violazioni amministrative riscontrate, per chi dice che la polizia non si occupa di reati amministrativi». Chissà come mai tema molto caro alla Lega.

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