Economia e Politica

L’era delle riforme.. Quelle che ci aspettavamo?

Sono circa vent’anni che si parla puntualmente di riforma del catasto e del fisco quando ci si trova in prossimità della discussione delle varie leggi di bilancio, ma pare questo sia “l’anno buono”. Nessuno dei governi che si sono succeduti nelle varie legislature, sia di stampo tecnico che politico, ha mai voluto addossarsi una tale responsabilità di riforme tanto pesanti quanto importanti e forse tanto necessarie. Ma bisognerebbe capire qual è la necessità: far cassa ancora una volta oppure porre le basi per una ripresa economica?

Le riforme ci vengono chieste dall’Europa

Sono stati messi a disposizione attraverso il piano “Next Generation Eu” con la contestuale sottoscrizione di debito da parte dei paesi europei, circa 800 miliardi di euro per la ripresa dalla crisi dovuta dalla pandemia da CoronaVirus, per far si che l’economia possa ripartire, anche in modo green e digitale. Fulcro principale del Next Generation Eu è il Recovery Fund. Per poter accedere a questi fondi però è richiesto ai vari paesi che intendono ricevere queste somme che pongano in essere dei precisi piani di riforme e investimenti. Riforme che possono rappresentare anche una opportunità se ben gestite.

Riforma del catasto e del fisco

Di quali riforme si sta parlando attualmente? Tra le più importanti riforme di cui si sta parlando in questo momento vi sono le riforme del fisco e del catasto. Per quanto riguarda il fisco si parla di rimodulazione delle aliquote Irpef ed eliminazione degli innumerevoli bonus e detrazioni, rimodulazione delle aliquote Iva e abolizione progressiva dell’Irap. Per quanto riguarda invece il catasto si vuole procedere verso una capillare mappatura degli edifici esistenti, adeguamento dei valori catastali e il potenziamento delle strutture e modalità di accertamento. Tutto ciò si è concretizzato nella Legge Delega approvata dal Consiglio dei Ministri del 5 Ottobre 2021.

Cosa dovremmo aspettarci da queste riforme?

Come detto in precedenza le riforme possono sempre rappresentare una grande opportunità, specialmente in un momento di difficoltà economica e di pandemia come quello che stiamo vivendo oggi. Quello che diventa fondamentale è saper cogliere concretamente questa opportunità senza trasformarla in un ennesimo aumento dell’imposizione fiscale. A quanto pare, in particolare per quanto riguarda la riforma del catasto, i timori che il tutto si concretizzi in un aumento spaventoso della tassazione sul patrimonio, pare essere più che fondato. L’aumento del valore catastale degli immobili senza un adeguamento delle relative aliquote ai fini IMU determinerebbe un aumento delle imposte sulla casa che farebbe piombare nuovamente il settore immobiliare all’interno di un tunnel ed una crisi dalla quale solo attualmente dal 2011 pareva si intravedesse una luce. A livello di Irpef invece sarebbe auspicabile una rimodulazione delle aliquote impositive verso l’alto determinando una spinta dell’economia e non verso uno schiacciamento delle aliquote verso il basso che penalizza i piccoli imprenditori oppure le persone fisiche che risultano essere le categorie reddituali statisticamente più tartassate. Tutto ciò però rimarrà una incognita finchè non si vedranno i primi disegni di legge in merito e in fondo, tutti abbiamo la sensazione o la paura di perdere ancora una volta l’occasione per far ripartire finalmente l’economia di questo paese.

Stefano Paesante, Dottore Commercialista e Revisore dei conti

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