Economia e Politica

Lorenzoni non è credibile

Il  Partito Democratico in veneto rimane la stampella del centrodestra. Non lo prova soltanto il fatto di non aver avvallato il referendum per la modifica statutaria regionale. Che prevede per la prossima giunta l’assegnazione di 10 assessori esterni nominati direttamente dal governatore. Ma anche la storia del partito degli ultimi anni. Il PD è un “partito di sistema”  che fa leva sulla propria rete per accaparrarsi posti di potere rinunciando di fatto alla campagna elettorale. Lorenzoni è un candidato debole perché poggia la sua azione politica sul nulla. Un candidato azzoppato sul nascere visto che metà della direzione del PD Veneto non lo ha sostenuto. Oltre ad essere apertamente osteggiato dai consiglieri regionali uscenti Zanoni e Bigon e dal loro capogruppo Stefano Fracasso.

I pregi di Lorenzoni

Sicuramente Lorenzoni è una persona seria e un professore stimato ma il Partito Democratico in Veneto non ha mai dimostrato di saper incidere e  di saper dare un’idea di svolta. Anzi, in alcuni comuni sembra nascondersi dietro liste civiche per poter far scelte simili a qualsiasi lista di centro destra. Come è avvenuto a San Bonifacio, dove Forza Italia appoggia l’attuale sindaco e dove si è deciso di sacrificare intere aree a nuovi centri commerciali e discount. Anche Lorenzoni, in qualità di vicesindaco di Padova, ha portato avanti politiche indistinguibili da quelle del centro destra. La lista civica “Veneto che vogliamo” appoggiata dal PD non ha nulla a che fare con il cambiamento o con un’alternativa valida al governo leghista. Anzi, per molti aspetti il Partito Democratico appoggia a mani basse la politica di spartizione delle poltrone e di clientelismo. Quando poi si parla di ambiente cade definitivamente ogni maschera.

I contrasti

Il candidato presidente Lorenzoni si dice preoccupato per il continuo consumo di suolo, per il via libera alla costruzione dell’inceneritore di Fusina, per i problemi dell’area chimica di Marghera. Lodevole da parte sua mettere al centro del dibattito il tema ambientale, bisognerebbe però farlo con un minimo di coerenza. Il Pd non è in grado di presentarsi come alternativa credibile in Veneto perché non ha mai saputo dare una propria visione del futuro; e non è nemmeno credibile come opposizione al potere leghista perché negli ultimi 25 anni non ha condotto battaglie rilevanti contro gli scandali che hanno colpito il nostro territorio: Mose, Pedemontana, Inceneritori, TAV. Anche per questo motivo l’astensionismo in Veneto è sempre più alto. Per trovare un’alternativa è necessario rivolgersi altrove.

Il sorpasso

Un sorpasso del movimento 5 stelle sul socio di governo sarebbe auspicabile per chi avesse a cuore un’idea di Veneto incentrata sullo sviluppo sostenibile  e per riportare saldamente in mano pubblica il sistema sanitario. Il Movimento 5 Stelle si pone come unica forza coerente e responsabile sul tema ambientale. Le ristrutturazioni edilizie indicate sul superbonus infatti non prevedono possibilità di ampliamenti ma solo di riqualificazioni, con innalzamento delle classi energetiche degli edifici. L’edilizia può trainare il Veneto e tutto il paese , a patto che vengano utilizzate nuove tipologie di materiali e nuove tecnologie sostenibili. Questa è la svolta di cui necessita il Veneto, questa la nuova strada da intraprendere.

Stefano Pedrollo M5S Verona

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