Economia e Politica

L’Unione Europea sull’orlo di implodere

È una pagina triste quella che sta attraversando l’Unione Europea a causa del coronavirus che non guarda in faccia a nessuno. L’ultimo Consiglio europeo, organo di vertice che unisce i capi di Stato e di governo degli Stati membri dell’UE, svoltosi qualche settimana fa per via telematica, non ha portato ad alcuna soluzione unisona. Ma al rinvio di una decina di giorni per trovare una via strategica comune alla crisi sanitaria ed economica.

Unione Europea e eurobond

Il nocciolo della questione, che ha portato a un’impasse, concerne l’utilizzo dei c.d. Euro bond, cioè obbligazioni ovvero dei titoli di Stato che possono essere messi a disposizione dello Stato membro che ha bisogno per immettere liquidità a livello interno. Alcuni Stati membri favorevoli, tra cui l’Italia, sono concordi nell’impiegarli per contrastare la crisi economica, cagionata dal covid-19. Difatti, questi Paesi si sono ancorati all’intervento dell’ex Governatore della BCE Mario Draghi. Il quale ha esplicitamente statuito che in guerra va fatto maggiore debito pubblico e usare tali risorse celermente.

Unione Europea separata

L’ala più dura, costituita da alcuni Stati nordici, come Germania, Olanda e Austria che compongono la nuova lega anseatica, ha posto un secco nein (no!). Senza che vi siano nette e specifiche condizioni che tutelino i propri interessi interni.  Credo che solamente con gli interventi diretti della spesa pubblica nazionale ed europea, l’abbassamento o addirittura l’annullamento delle tasse è possibile evitare che il reddito di ciascun cittadino possa sprofondare. Come pure quello delle imprese. Ciò serve a non far declinare troppo il prodotto potenziale. Dovuto al blocco parziale delle attività produttive attuate dal governo Conte per stroncare l’avanzamento del covid-19.

Le mancanze dell’Unione Europea

La grave crisi sul piano economico, provocata dal coronavirus, non ha freni. Tanto da creare effetti che possono essere irreversibili, se non si interviene con maggiore intervento di politica e bilancio pubblico facendo debito pubblico. Quello che sta mancando nell’ambito UE, anche se qualche piccolo spiraglio si inizia a intravedere da parte di qualche Paese nordico, è la capacità di porre in essere la solidarietà. E il processo d’integrazione europea. I veti incrociati tra alcuni Stati membri dell’Unione, tradiscono l’utopia dei padri fondatori che miravano al principio di un’Europa integrata. Ma favoriscono l’avanzamento di coloro che bramano un ritorno al sovranismo nazionale.

Il crollo dell’Unione Europea?

Se si continua a far prevalere i propri egoismi e i propri interessi, l’Unione Europea, dopo questo drammatico periodo che tutti noi cittadini europei stiamo attraversando, rischia davvero la sua implosione sino a scomparire dal palcoscenico internazionale. Spero solo che realmente si arrivi all’apertura da parte degli Stati più duri ad avviare il processo di solidarietà tanto enunciato nei Trattati UE.

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