Economia e Politica

L’Europa, l’Italia e il Veneto nell’intervista in esclusiva con Maurizio Conte

Abbiamo deciso di intervistare il Consigliere Regione del Veneto Maurizio Conte, del gruppo consiliare Forza Italia – Veneto per l’autonomia. Conosciamo assieme la sua storia e cerchiamo di capire qualcosa di più circa la situazione politica in Italia, in Europa e nel Veneto.

Infatti in Europa in generale e in Italia in particolare stiamo vivendo tempi d’incertezza. La Comunità Europea è battuta da venti di indipendenza, come pure accade in molte regioni italiane. Il ruolo della Comunità è messo sempre più in discussione e la sua sopravvivenza non è scontata. Questo è vero soprattutto se pensiamo all’approssimarsi delle elezioni europee. Ma anche in Italia la situazione politica è complessa. Il contratto di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle è un unicum nella storia del nostro Paese.

L’intervista a Maurizio Conte

Maurizio Conte, lei è un architetto. Le è servita questa preparazione in ambito politico? Sono due ambiti che si conciliano?

Sicuramente avere un titolo di studio ma soprattutto avere una professione sono utili a quella che può essere l’attività politica. L’esperienza di settore è infatti utile nell’affrontare soprattutto a livello istituzionale un approccio diverso nella presentazione di proposte di legge e nella loro discussione, con l’obiettivo di riuscire a semplificare le normative e nel pianificarne concretamente l’applicazione.

L’autonomia del Veneto

Lei ha fatto parte di Veneto per l’Autonomia, come mai questo passaggio a Forza Italia? Sono cambiate le sue idee politiche?

Il mio gruppo consiliare di appartenenza è “Forza Italia – Veneto per l’Autonomia” denominazione che mantiene un legame stretto con le mie radici AUTONOMISTE che mi hanno sempre caratterizzato in questi anni di attività politica, credendo siano prerogative a cui qualsiasi Veneto non può prescindere al di là dell’ideologia politica.

Che progetto politico le piacerebbe realizzare? Di cosa ha veramente bisogno il Veneto?

Il Veneto ha bisogno di un progetto politico che possa rilanciare, proprio nell’ambito di una maggiore Autonomia, un nuovo rapporto territoriale tra istituzioni (Regione e Provincie) ed enti locali (Comuni) delegando il più possibile la gestione del territorio a questi ultimi e coinvolgendo il più possibile il mondo del CIVISMO nelle scelte.

Veneto ed Europa

Che obbiettivi si pone per le elezioni Regionali ed Europee?

Per le prossime elezioni Europee fondamentale sarà la necessità di una riforma di un’Europa che non può limitarsi alla moneta unica o agli interessi economici, ma nel riconoscimento delle peculiarità delle Regioni possa rafforzare una politica unitaria su difesa, esteri e lavoro/impresa/burocrazia.

Per le elezioni Regionali sarà sicuramente necessario rimarcare l’unità del Centro Destra, con un progetto di AUTONOMIA decentrata che semplifichi le scelte e acceleri le decisioni, sulla base di un liberismo funzionale al mantenimento del livello dello stato sociale.

É la fine della Comunità Europea?

In Europa sembra stia soffiando un vento di destra con spinte nazionalistiche e in alcuni casi anti europeiste. Mi riferisco per esempio alle manifestazioni che ci sono state in Spagna per chiedere le dimissioni dell’attuale governo di sinistra, ma non solo. Secondo lei che succederà? Stiamo per assistere alla fine della Comunità Europea?

libro vita

La Comunità Europea sicuramente non vive un buon rapporto con i cittadini di vari Stati Europei: oltre che politico (strumentale) lo scontro è anche ideologico, con il fallimento delle politiche di sinistra (troppo permissive e contrarie alle identità socio/culturali). Sarà quindi essenziale per il mantenimento dell’Europa un rafforzamento delle identità territoriali e una valutazione della politica della gestione dei fondi europei meno assistenzialista e più legata alle capacità amministrativa di Stati/Regioni e alle capacità innovative del settore produttivo/commerciale.

E in Italia che succede?

Il Governo “Giallo-Verde”, come viene spesso definito, è anomalo rispetto al passato. Secondo lei come cambieranno gli equilibri da qui a sei mesi?

Questo Governo “Giallo-Verde” si fonda su un CONTRATTO tra due forze politiche fortemente diverse sia per elettorato sia per ideologia. E’ inutile che ripetano che ormai è superata la suddivisione novecentesca tra Destra e Sinistra: i 5 Stelle sono figli di una ideologia di Sinistra (possiamo dire di estrema sinistra con No TAV & C.) statalisti nel vero senso di Assistenzialismo Statale, antiliberali e forcaioli; i Leghisti (anche se hanno perso la loro identità territoriale) sono legati alle aspettative di un miglioramento economico singolo e territoriale in base al rilancio dell’impresa e quindi del lavoro, liberali e contro una tassazione asfissiante. E quindi al di là di una contingente convenienza politica/elettorale tale alleanza innaturale non avrà lunga vita, soprattutto per l’inconciliabilità delle loro stesse militanze.

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