Economia e Politica

Molteni contro Lamorgese

“Sì sì, ho visto che l’incontro per la stretta dei controlli sul green pass è oggi. L’ho saputo dalle agenzie”. A parlare così il sottosegretario all’Interno con delega alla sicurezza, Nicola Molteni, della Lega. Non solo non parteciperà al confronto tra la ministra Luciana Lamorgese e i prefetti e le forze dell’ordine, ma non era neanche al corrente dell’appuntamento. Non è stato convocato, evidentemente.

Un’assenza che non passa certo inosservata. E che la dice lunga sulle dinamiche interne a questo eterogeneo governo

“Ci sarà solo la ministra, immagino”, continua, come a rimarcare una certa distanza. Pochi minuti prima, il vertice del dicastero dove siede pure lui annunciava il “massimo sforzo” per verificare la certificazione verde che dal 6 dicembre dovrà essere controllata anche sui mezzi pubblici locali e sui treni regionali. Molteni non entra nel merito del piano, non lo conosce, e pone un altro problema: quello delle risorse per la polizia. Non che la ministra se lo sia dimenticato – “noi abbiamo delle carenze di organico, ricordiamoci che gli organici delle forze di polizia sono state tagliati nel corso degli anni, adesso gli agenti hanno tanti impegni e se fossimo di più sarebbe meglio, ma lavoreremo e faremo dei piani”, ha detto – ma il sottosegretario lo sottolinea con più forza, come a voler spostare l’asse della questione. A voler rivendicare una posizione più vicina alla sua Lega che al vertice del ministero dell’Interno. Che tra il Carroccio e Lamorgese non corresse buon sangue non era un mistero. Ma questo episodio è emblematico del clima che si respira tra le stanze del Viminale. 

Super lavoro

“Alle forze di Polizia – ci dice Molteni – si chiede un impegno straordinario, e allora io chiedo che per loro ci siano risorse straordinarie. Speravamo che già nella manovra passata in Consiglio dei ministri la questione fosse trattata con più incisività, ma così non è stato. Presenteremo in sede di conversione al Senato un pacchetto di emendamenti”. Parla al plurale, perché si riferisce al suo partito. A quella Lega che continua a contestare Lamorgese pur governandoci insieme.  “Vorrei ricordare che tutti i giorni gli agenti si occupano dell’ordine pubblico, del contrasto alla criminalità, dello spaccio, della lotta alla mafia. Dal 6 dicembre la polizia sarà chiamata a un ulteriore compito. Ma oltre allo straordinario c’è l’ordinario. E bisognerebbe riconoscerlo”, continua. 

Carenza di personale

Il suo focus è un altro, insomma, rispetto ai controlli sul super green pass: “I poliziotti sono 97mila, 10mila in meno di quanti dovrebbero essere in organico. Da qui al 2030 ne andranno in pensione in 40mila. È il caso di pensarci”. Più che al piano per il controllo del super green pass, Molteni pensa a un altro piano: “Bisognerebbe prevedere più assunzioni, pagare agli agenti gli straordinari e avere più attenzione alla loro tutela legale e assicurativa. Proprio mentre stiamo dando loro un ulteriore impegno, non possiamo fare finta di niente”.

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