Economia e Politica

Morto per un malore Enrico Razzini, direttore dell’area tecnica di Autovie Venete e Rup della terza corsia

Sorpresa e cordoglio in Friuli Venezia Giulia e in Veneto per l’improvvisa scomparsa dell’ingegnere Enrico Razzini, 65 anni, direttore dell’area tecnica di Autovie Venete, avvenuta nella notte tra sabato e domenica nella sua abitazione a Udine. Da quanto si è appreso, il dirigente della concessionaria autostradale si sarebbe sentito male dopo essere appena rientrato casa e sarebbe stata la moglie a chiamare il 112, provvedendo lei stessa a tentare di rianimarlo ma tutto è stato inutile e i sanitari, una volta arrivati, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Chi era Razzini

Nato il 25 maggio 1955 a Montodine in provincia di Cremona, dopo la laurea conseguita al Politecnico di Milano, Razzini ha iniziato la carriera nel settore delle costruzioni ricoprendo ruoli di importanza in alcune aziende private. Nel 2006, dopo una breve esperienza come libero professionista nel Comune di Parma, è arrivata la chiamata ad Autovie Venete dove è stato nominato direttore tecnico, e quindi nel 2008 direttore generale fino al 2013. Dal 2008 è stato il responsabile unico del procedimento della terza corsia dell’autostrada A4. Ha seguito passo dopo passo la nascita e la prosecuzione di questa grande opera, dal primo lotto (Quarto d’Altino – San Donà), al terzo lotto (Alvisopoli – Gonars, concluso nell’autunno dello scorso anno con la costruzione del nuovo viadotto sul Tagliamento) fino al completamento pochi giorni fa del primo sub lotto del quarto lotto (Gonars – Nodo di Palmanova). Attualmente era direttore dell’area tecnica di Autovie Venete.

Le reazioni

Immediate sono state le reazioni da parte di chi ha avuto modo di conoscerlo e apprezzarne la serietà oltre che la grande professionalità, soprattutto all’interno della società al cui interno la notizia ha lasciato tutti sgomenti. “Siamo tutti scossi per la scomparsa improvvisa dell’ingegnere Razzini – ha detto il Presidente Maurizio Paniz – la cui morte lascia un vuoto incolmabile. Era un punto di riferimento imprescindibile per tutta l’azienda e per le nuove generazioni. Ha rappresentato la storia di Autovie. Non era soltanto un tecnico e un professionista, ma una persona che ha messo il cuore nel suo lavoro”. Uno dei suoi più stretti collaboratori, il direttore dell’esercizio Davide Sartelli, lo ricorda come “figura esemplare nel lavoro e nella vita, grande amico con il quale, peraltro, ci eravamo visti poche ore prima e naturalmente nulla aveva fatto presagire di quello che sarebbe successe dopo. Per noi, e per me, è una grande perdita”.

Giorgio Damico

“Un grande esempio – ha sottolineato il direttore generale di Autovie, Giorgio Damico – che con la sua dedizione al lavoro ci ha lasciato un messaggio straordinario”. Poche le parole espresse dal vicepresidente della regione Fvg Riccardo Riccardi, già direttore generale di Autovie Venete, di cui Razzini era stato stretto collaboratore sin dal suo arrivo in società. “Ancora non ci credo – ci ha detto in modo commosso – e sono davvero sotto choc. Non mi pare vero che sia morto e sentirò fortemente la sua mancanza visto quanto abbiamo condiviso negli anni che è andato al di là di un semplice rapporto professionale perchè ci ha legati una grande amicizia e, soprattutto, grande stima e rispetto. Enrico era un signore in tutti i sensi, d’altri tempi, che aveva il senso del dovere e riusciva a farsi apprezzare proprio per quella sua capacità di portare avanti il lavoro non solo con impegno ma con un modo esemplare riuscendo sempre a trovare una soluzione anche nelle più grosse difficoltà. Era fiero del suo ruolo e per me rappresentava un importante e solido punto di riferimento che mi mancherà tanto”. Chi lo ricorda come professionista serio e capace è anche l’ex ministro Giorgio Santuz, già presidente di Autovie Venete, che con Razzini era altrettanto legato da una profonda amicizia.

Fedriga

Cordoglio per la morte di Razzini espresso dal Presidente del Friuli-Venezia Giulia e Commissario per l’emergenza della A4, Massimiliano Fedriga: “Un grande professionista che si è dedicato con grande forza d’animo in un’opera imponente di portata internazionale”. Partecipazione al lutto è stata espressa anche dall’assessore alle infrastrutture del Fvg Graziano Pizzimenti, vice commissario e soggetto attuatore della terza corsia, per il quale “Razzini era un grande esperto in lavori pubblici, un lavoratore instancabile e una persona di grande sensibilità, la cui scomparsa lascia un vuoto incolmabile in tutti noi per l’impegno e la professionalità che ha sempre dimostrato”.

Castagna

“Autovie perde un tecnico di vaglia, un dirigente che ha saputo accompagnare con professionalità il lavoro che con Maurizio Castagna ci ha permesso di portare a realtà la terza corsia. Proprio in questi giorni vediamo l’impegno dei tecnici di Autovie premiato dal fluire dei veicoli. Ora sarà necessario che la perdita di una figura così preminente sia risarcita da chi offra altrettanta competenza e sia garante di trasparenza”. Così si è espressa la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, già presidente del Friuli Venezia Giulia e commissario alla realizzazione della terza corsia della A4.

In Veneto

Sul versante veneto espressioni di cordoglio sono state espresse dall’amministratore delegato e direttore generale di Veneto Strade Silvano Vernizzi e dal direttore generale di Infrastrutture Venete Giuseppe Fasiol con i quali Enrico Razzini aveva rapporti di stretta collaborazione, instaurati sin dai tempi dell’avvio dei lavori per la realizzazione della terza corsia della Venezia – Trieste. E chi scrive non può esimersi dall’associarsi allo sgomento che tale scomparsa ha suscitato avendo avuto con Enrico Razzini, non solo quale amministratore di Autovie Venete, uno stretto rapporto basato su una solida e profonda amicizia che durava tuttora, e la sua sarà senza dubbio una mancanza che si farà sentire. Alla moglie e al figlio le più sentite condoglianze.

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