Economia e Politica

Nazismo a Padova

Sono 19 i decreti di perquisizione domiciliare eseguiti dalla Digos di Enna nei confronti di altrettanti estremisti di destra indagati per costituzione e partecipazione ad associazione eversiva ed istigazione a delinquere. Indagata anche Alessandra Pavin, mamma di 45 anni, impiegata in un’azienda, residente nell’alta padovana. Denunciata per associazione terroristica e apologia del nazismo.

La indagini sul nazismo

L’inchiesta, avviata da circa due anni, è coadiuvata dagli omologhi uffici di Siracusa, Milano, Monza Brianza, Bergamo, Cremona, Genova, Imperia, Livorno, Messina Torino, Cuneo, Padova, Verona, Vicenza e Nuoro. I 19 decreti di perquisizione domiciliare, nell’ambito dell’operazione “Ombre Nerè”, sono stati emessi dalla Procura Distrettuale di Caltanissetta d’intesa con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. L’attività – diretta dalla Procura distrettuale di Caltanissetta- viene svolta sotto il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno e con la collaborazione del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Pronti a rifondare il partito nazista

Volevano costituire un movimento d’ispirazione apertamente filonazista, xenofoba ed antisemita denominato «Partito Nazionalsocialista Italiano dei Lavoratori». È quanto emerso dalle indagini della Digos di Enna e del Servizio Antiterrorismo Interno che hanno portato oggi a 19 perquisizioni in tutta Italia nei confronti di altrettanti estremisti di destra.

Le armi

Sempre secondo le indagini, alcuni degli accusati avevano anche fatto riferimento ad una disponibilità di armi ed esplosivi e avevano condotto attività di reclutamento attraverso i propri account social. Pronti a rifondare con la forza il nazismo.

Addestramento via chat

Gli indagati coinvolti nell’operazione della polizia contro il nazismo, avevano anche creato una chat chiusa denominata «Militia», finalizzata all’addestramento dei militanti. Il gruppo cercava inoltre di accreditarsi in diversi circuiti internazionali avviando contatti con organizzazioni di rilievo come «Aryan Withe Machine – C18» (gruppo che ha dei riferimenti ai «Combattenti di Adolf Hitler» ed è espressione del circuito neonazista Blood & Honour inglese) ed il partito d’estrema destra lusitano «Nova Ordem Social».

Il nuovo Hitler

Il nuovo aspirante fuhrer in salsa italiana ha il volto di una donna. Di giovani ragazze o di quello di una madre di 45 anni che si definiva ‘sergente di Hitler‘. Donne che con i loro suoi seguaci erano pronte ad irrompere in tutta Italia sulla scena del nazismo con un proprio soggetto politico mentre sui social si arruolavano nuove leve. Ad addestrarli c’era un ex pentito della ‘ndrangheta. Si avvicina molto ad un romanzo di fantapolitica.

Gli attacchi del nuovo nazismo

Sulla sua pagina Facebook Antonella Pavin scriveva. Il nazismo trionferà in tutta Europa. Hitler è immortale. Stop. Niente di più. Perché era sul social network russo VKontakt che la 48enne si scatenava. Nel giugno dell’anno scorso se la prendeva con il Gay Pride. «Padova blindata per far sfilare centinaia di fr***. La cosa più schifosa è che ad appoggiare questi rifiuti c’erano anche famiglie. E poi la gente mi critica perché sono nazista. Lo sarò fino alla morte perché quando morirò sarò contenta di aver ripulito il mondo. Sempre Heil Hitler e rogo per gli infami». 

Miss Hitler

«Io sposerei un ebreo solo per torturarlo giorno dopo giorno», diceva la bionda aspirante Fuhrer che non si vergognava di ammettere: «Solo a parlare dei giudei mi viene il prurito, brutte bestie vanno sterminati». Un altro del gruppo aveva pensieri altrettanto affettuosi. «Questi devono avere la stella di David marchiata a fuoco sulla fronte dalla nascita così non sfuggono. Le donne vanno sterilizzate tutte, quelle cagne, e gli uomini vanno castrati, è il metodo migliore. Io non capisco perché Hitler non ci abbia pensato».

Ancora nazismo

Ancora: «Ammiro Adolf perché li bruciava tutti. Sono razzista, fascista e felicemente omofobo». Francesca Rizzi, la 26enne milanese vincitrice del titolo di Miss Hitler: alta, chiara come gli ariani, con una grande aquila del Reich tatuata sulla schiena, passava il suo tempo a commentare con livore la cronaca e la politica, a scrivere «contro gli immigrati» e «gli italiani coglioni», ma non risparmiava attacchi neppure a Salvini «servo sionista». Anche lei, mamma di un bimbo da crescere, aveva preso la parola al raduno di Lisbona. 

Le farneticazioni della Pavin

«Non credo all’Olocausto, se è questo che vuole sapere. Non esistevano le camere a gas ad Auschwitz o in altri posti del genere. E nei campi di concentramento non si stava così male: c’erano perfino le piscine. Ci sono le prove di quel che dico. Prendiamo il Diario di Anna Frank. Lo sanno tutti che è un falso. Fu scritto dopo la fine della guerra dal papà di quella ragazza, che era un banchiere ebreo che aveva mandato in rovina moltissime persone. È tutto vero. Come è vero che oggigiorno le banche sono gestite da ebrei e che la lobby sionista governa il fenomeno dell’immigrazione»

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