Economia e Politica

No al Mes dall’Italia

Il no al Mes prima dell’Italia e poi della Spagna riapre la discussione. Che però è più un rinvio: Germania e Olanda contrarie all’uso dell’eurobond. La riunione in teleconferenza dell’ Eurogruppo è arrivata ad un passo dalla rottura questa sera, 26 marzo. Decisivi il no della Spagna e soprattutto dell’Italia, attualmente i paesi più colpiti dall’emergenza sanitaria. In serata, però, la teleconferenza si è conclusa con l’accordo per rimandare ancora la decisione definitiva di due settimane. Quasi alla fine della riunione, infatti, il premier Giuseppe Conte ha dichiarato che non avrebbe firmato e che dava 10 giorni di tempo all’Eurogruppo per trovare una soluzione adeguata. La mediazione è stata di rimandare di due settimane e non di dieci giorni. Non è una differenza da poco visto che il fattore tempo gioca contro i paesi più gravemente colpiti.

La rottura per motivi economici

La rottura è stata sull’uso degli strumenti economici in campo. L’Italia insiste da tempo per l’attivazione degli eurobond, o coronabond, bloccati, a quel che si capisce, soprattutto per il no della Germania. Nella bozza c’era anche un riferimento al Mes. Strumento che l’Italia vuole evitare ad ogni costo ma invece spinto da Germania e Olanda. Poi definitivamente cassato. Dopo il no anche da parte della Spagna, la teleconferenza è andata avanti ancora, fino alle 22 passate. Quindi, la decisione di prendere altre due settimane per stringere un accordo sulle misure definitive. I risultati spiegati in conferenza stampa, anche questa in teleconferenza.

La nota dell’Ansa sul Mes

Come spiega l’agenzia Ansa, nelle conclusioni del vertice si legge. «Prendiamo nota dei progressi fatti dall’Eurogruppo». E lo «invitiamo a presentarci proposte entro due settimane. Queste dovrebbero tenere in considerazione la natura senza precedenti dello shock» del Coronavirus. «La nostra risposta deve essere rafforzata, come necessario, con azioni ulteriori in modo inclusivo alla luce degli sviluppi, per finalizzare una risposta esauriente». Nessun riferimento dunque al Mes da parte dell’agenzia.

Palazzo Chigi

Da Palazzo Chigi arriva la conferma che il dibattito è stato duro. E che alla fine la mediazione è che il Consiglio europeo dia mandato all’eurogruppo perché elabori proposte poi riportate allo stesso Consiglio entro quindici giorni. Alla fine, nonostante il nulla di fatto sui Coronabond, secondo fonti di Palazzo Chigi “c’è stato un dibattito molto vivace. Alla fine sono passate molte delle posizioni italiane condivise nella lettera dei nove leader, grazie anche al loro appoggio. Il compromesso finale ha fatto sparire la parola ‘Mes’ dallo statement finale. E il consiglio Ue dà mandato all’eurogruppo di elaborare più proposte e riportarle al Consiglio, entro due settimane, tenendo conto della natura eccezionale dello shock”.

Conte contro il Mes

«L’Italia ha le carte in regola con la finanza pubblica: il 2019 l’abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato», avrebbe detto il premier italiano. «Qui si tratta di reagire con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile». E avrebbe concluso. «Una risposta forte ed adeguata la dobbiamo ai nostri cittadini e in definitiva alla stessa Europa. Che diremo ai nostri cittadini se l’Europa non si dimostra capace di una reazione unitaria, forte e coesa di fronte a uno shock imprevedibile e simmetrico di questa portata epocale? Le conseguenze del dopo covid-19 vanno affrontate non nei prossimi mesi ma domani mattina. Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno!».

Di Maio su Mes e Conte

Puntuale l’appoggio al premier da parte del ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha dichiarato durante un’intervista al Tg1: «Conte ha fatto bene » a respingere la bozza del vertice Ue. «Se si vogliono proporre vecchi strumenti faremo da soli». E ha aggiunto: «È il momento che il popolo italiano venga aiutato. Questo significa poter spendere tutti i soldi che servono per aiutare imprenditori, lavoratori e famiglie. E poterci rialzare».

La bozza della UE

«Prendiamo nota del progresso fatto dall’Eurogruppo sul sostegno per la crisi della pandemia e lo invitiamo a definire senza ritardi e sviluppare le specificazioni tecniche necessarie. La nostra risposta terrà conto della natura senza precedenti dello shock Covid-19 che colpisce tutti i nostri Paesi e sarà intensificato, se necessario, con ulteriori azioni in modo inclusivo, alla luce degli sviluppi, al fine di fornire una risposta globale». Era la sintesi del testo di conclusioni del Consiglio europeo sottoposto ai capi di Stato e di governo. Un blando riferimento al Meccanismo europeo di stabilità (Mes), c’era dunque, anche se sul suo uso non c’era accordo all’interno dell’Eurogruppo. Nel testo non c’è alcun riferimento al coronabond. Tuttavia in un passo veniva indicato in termini generici che «useremo gli strumenti UE per sostenere l’azione (degli Stati) e per sostenere le economie e alleviare i problemi sociali e di occupazione nella misura necessaria». I ministri delle Finanze dovranno «esplorare rapidamente le possibilità di incrementare la risposta complessiva della Bei», diceva ancora la nota. Nelle stesse ore, il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, durante un forum economico su YouTube, aveva detto di non ritenere «che gli Eurobond siano lo strumento giusto».

La spiegazione di Alvise Maniero sul Mes

L’ex Sindaco 5 Stelle di Mira, spiega in un video che cosa avrebbe comportato per l’Italia la sottoscrizione del patto e le ricadute economiche.

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