Economia e Politica

Non solo porto di Trieste

La miccia è stata accesa da Stefano Puzzer e il sindacato di base Clpt dei portuali di Trieste: se il Governo non toglie l’obbligo di carta verde per “tutti i lavoratori italiani”, domani il terminal del Friuli Venezia Giulia si ferma, e lo sciopero andrà avanti a oltranza. Il presidente dell’Autorità portuale di Trieste, Zeno D’Agostino, ha detto che se questo dovesse accadere, si dimetterà. “Turchi e danesi – ha detto – venuti a vedere la Barcolana, mi hanno già detto che si cercheranno altri porti, se quello di Trieste resta chiuso. Poi c’è il Pnrr che assegna al porto di Trieste altri 450 milioni. Rischia di andare tutto in fumo”. Su 950 lavoratori, il 40% non ha il certificato verde. Ma c’è uno spiraglio. Se il Governo dovesse posticipare l’entra in vigore dell’obbligo-Green pass, ad esempio al 30 settembre, Alessandro Volk, del Coordinamento lavoratori portuali Trieste, anticipa: “prenderemmo nota e ci adegueremmo, non avrebbe senso domani bloccare il porto”.

Genova

Situazione tesa anche al porto di Genova. Le aziende, a livello nazionale, sono libere di attuare la strategia che preferiscono: alcune come Psa e Sech hanno dato parere favorevole alla gratuità dei tamponi per i lavoratori, molte altre però non si sono espresse in merito. “Noi a lavorare ci vogliamo andare – ha detto chiaramente Josè Nivoi, portavoce Calp e Usb – e anche le aziende vogliono lavorare: ecco perché ci deve essere una mediazione”. Per oggi è previsto un presidio dei portuali genovesi a palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità. “Se – ha aggiunto Nivoi – sulla gestione del tampone le aziende non accolgono proposte, impugneremo questa decisione, non sulla base di posizioni no vax o no green pass, ma sulla base della sicurezza dei lavoratori”. Girà però un volantino che recita: “«Noi lavoratori portuali del terminal Psa Genova Prà confermiamo che dal 15 ottobre, se l’azienda riterrà di applicare la normativa sul Green pass, saremo nostro malgrado costretti a non entrare nel posto di lavoro”. Intanto proprio il presidente della Liguria, Giovanni Toti, ha annunciato che da domani e per tre settimane i tamponi saranno gratuiti in tutta la regione per chi è vaccinato o ha ricevuto la prima dose ed è in attesa della carta verde. Dal porto di Taranto, Carmelo Sasso di Uiltrasporti è certa che non ci saranno problemi. “La maggior parte ha aderito alla campagna vaccinale – e chiarisce – a Trieste ci sono difficoltà legate anche alla conformità del Green pass per chi si è vaccinato con lo Sputnik”.

Autotrasporti

Altro fronte è quello degli autisti di camion e mezzi pesanti: domani potrebbero scioperare anche loro. Secondo i dati Confetra, il 30% dei padroncini (autotrasportatori proprietari di uno o più mezzi, ndr) e l’80% degli autisti stranieri è sprovvisto del Green pass riconosciuto in Italia. Da Conftrasporto arriva una smentita rispetto a una notizia circolata in mattinata riguardo il possibile “fermo dei tir” in contrasto con l’obbligatorietà del Green pass. “Il sindacato è per la legalità e non ha proclamato alcun fermo – si legge nella nota – chiediamo di continuare ad applicare le misure già adottate durante il lockdown (mascherine, distanziamento)”. Ulteriore punto critico è rappresentato dal fatto che molti camionisti, sopratutto stranieri, sono vaccinati con lo Sputnik, che ancora non è riconosciuto in Italia

Adami

La proposta del consigliere nazionale di Confartigianato Fvg Trasporti, Stefano Adami, è chiara: “Chiediamo una introduzione graduale del Green Pass in funzione dell’attività esercitata”. E spiega:”Attualmente la norma non prevede diverse fattispecie di situazioni che stanno mettendo in crisi le aziende in una contingenza già difficile: rincaro del carburante e mancanza cronica di autisti. Non sappiamo chi si presenterà al lavoro domani”.

Proteste No-pass a Roma

Oltre alle proteste dichiarate, il timore è che il popolo No-pass sceso in piazza la scorsa settimana faccia lo stesso anche domani, andando a dare manforte ai manifestati di Trieste e non solo. A Roma domani è previsto un sit-in che originariamente avrebbe dovuto avere luogo in piazza Santi Apostoli, vicino a Prefettura e Montecitorio. Il prefetto Matteo Piantedosi, a capo della sicurezza pubblica capitolina, ha deciso però di spostarlo nella zona davanti alla Bocca della Verità, a pochi metri da Circo Massimo e Montecitorio. Diversi gruppi di persone avrebbero manifestato la volontà di aderire alla protesta. Ma la gente scenderà in piazza in decine di città. A Milano un corteo No Pass è previsto per sabato 16 ottobre.

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