Economia e Politica

Padova Intra moenia, dal caffè senza porte alla città murata?

Riceviamo e pubblichiamo l’appello dei Coordinatori Provinciali di Italia Viva, Ettore Tamà e Silvia Ruzzon. Come coordinatori provinciali di Italia Viva Padova intendiamo prendere posizione in merito alla decisione del Consiglio comunale di Padova dell’11 maggio. Parrebbe, infatti che il Comune intenda ritirarsi dall’autorità di governo del trasporto pubblico locale.

La decisione sul trasporto pubblico di Padova

Questa decisione sorprende, invero, perché contraddice un percorso iniziato addirittura negli anni ’80 quando l’amministrazione comunale e provinciale (era l’epoca Gottardo-Frigo), avviarono un processo per un unico centro interzonale passeggeri e per la costituzione di un’unica azienda per il servizio di trasporto pubblico (integrato) tra area urbano/metropolitana ed extra urbano. Si tratta di un percorso, a ben vedere, più di trent’anni (si ricordi nel 2014 la fusione tra APS e Bus Italia, conclusa dall’amministrazione a guida Flavio Zanonato e poi di Ivo Rossi) e funzionale all’implementazione e allo sviluppo del servizio pubblico di trasporto, il quale – in una realtà territoriale come la nostra, ove la circolazione stradale e l’inquinamento paiono raggiungere livelli quantitativi non indifferenti – risulta settore di regolamentazione strategico.

Obiettivi?

Quali, più di preciso, gli obiettivi perseguiti mediante l’istituzione di tale sinergia? evitare la sovrapposizione delle linee, avere un unico ente gestore, evitare il doppio biglietto favorendo un unico titolo di viaggio, un servizio efficiente ed efficace tra città e comuni limitrofi. Ora tutto sfumato! La sciagurata decisione di ieri smantella, in un battibaleno, anni di lavoro, di sacrifici al servizio della città. Inoltre, non ci spieghiamo come sia possibile che il Comune rischi di mettere in discussione una gara di appalto già conclusa, con un vincitore già dichiarato.

I nostri dubbi sul trasporto pubblico

Oltremodo, non crediamo che Bus Italia, visto quali sono le società controllanti, abbia problemi ad una rapida ricapitalizzazione passando dagli attuali 7 milioni ai 20 previsti. Quali coordinatori Provinciali di Italia Viva Padova siamo molto preoccupati, non tanto per gli aspetti economici (sicuri che non vi saranno intoppi nemmeno da parte dell’amministrazione), quanto per le modalità con cui l’amministrazione comunale ha fatto questo passo indietro mettendo in discussione una collaborazione con i comuni della cintura che è stata perseguita con determinazione negli ultimi vent’anni. 

L’assenza del PD

Ci stupisce l’assordante silenzio del Partito Democratico Padovano, ormai ridotto al ruolo di mera comparsa nella maggioranza, avendo abdicato alla sua funzione centrale nella coalizione, più impegnato ad avallare le scelte del vicesindaco Lorenzoni che al bene comune della città. Troviamo sconcertante rinnegare il lavoro di molti dei suoi amministratori che tanto hanno dato alla città e alla Provincia, compreso lo stesso segretario regionale Bisato che, in quanto sindaco, fa parte anche della compagine provinciale.

Gli aspetti del trasporto che non tornano

Le perplessità

Ci sono poi alcuni aspetti che sollevano molte perplessità:

1)  perché una giunta di centrosinistra come quella di palazzo Moroni dichiara guerra all’amministrazione della Provincia, anch’essa di centro sinistra?

2) perché il Comune di Padova ha deciso di tornare indietro di 40 anni all’ACAP e alla SIAMIC?

3) a quale pro dichiarare guerra a tutti i Comuni della fascia extraurbana quando per anni si è andati nella direzione opposta, ossia, di integrare i trasporti locali?

4) per quanto tempo Padova dovrà restare senza una visione e una prospettiva che guardi al futuro?

Contrarietà e invito

Intendiamo manifestare la nostra contrarietà a questo genere di provvedimento da parte del Comune di Padova, garantendo al Presidente della Provincia Fabio Bui, ai Sindaci (sui quali questa sciagurata decisione comporterà gravi ricadute), ai cittadini di Padova e degli altri Comuni, che siamo in prima linea ed al loro fianco per un unico ente gestore del trasporto pubblico.

Invitiamo, pertanto, il Sindaco Sergio Giordani a dare quanto prima delucidazioni in merito alla vicenda, le quali non si limitino a burocratiche quanto scontate affermazioni di civismo, fornendo risposte politiche all’altezza del ruolo che è richiesto al primo cittadino di Padova. Risposte concrete, magari partendo dal rimborso ai padovani dei due mesi di abbonamento al trasporto pubblico non utilizzati da quando è scoppiata la pandemia da Covid-19.

Ettore Tamà e Silvia Ruzzon

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