Economia e Politica

Pagamento o no per il riscatto di un ostaggio?

In un certo senso, per una settimana intera non si parlava che della cooperante Silvia Romano. Che ha subito critiche, a volte molto spinte, accompagnate purtroppo dalle tante notizie costruite ad arte. Pur di colpire sul piano personale la dignità e la personalità della ragazza, solo per essersi convertita all’Islam. Qualche lettore mi ha contattato, dopo aver letto il mio pezzo su questa testata giornalistica, pubblicata la settimana scorsa, ponendomi la questione attorno al pagamento del riscatto. Che serve per favorire la liberazione dell’ostaggio e il divieto di finanziamento ai gruppi terroristici.

Pagamento e analisi

Il primo punto da sfaldare concerne la moralità e l’opportunità. Nel senso che il pagamento del riscatto porta a pattuire con gli attori non statali di stampo terroristico. Che usano l’ostaggio pur di ottenere un illecito guadagno. Tuttavia, sappiamo che con il riscatto si salva la vita dell’individuo in ostaggio. Il diritto alla vita deve avere il primato su ogni altra considerazione che possa essere coperta dalla questione morale. Che, però, favorisce la cattura di cittadini stranieri, appartenenti a quegli Stati che manifestano l’assenso a trattare con i terroristi. Chiaramente, l’incentivo al rapimento può non avere alcun esito qualora non venga pagato alcun riscatto. Si pensi, ad esempio, al nostro Paese dove vige la norma in materia di blocco dei beni e dei fondi. Che ha dato una spallata ai sequestri di comuni gruppi criminali.

Le convenzioni internazionali

Sempre nel mio articolo, della scorsa settimana, avevo citato l’esistenza di alcune Convenzioni internazionali sulla presa degli ostaggi. E il divieto di finanziare il terrorismo transnazionale. A queste si aggiunge una gamma di risoluzioni in tema di finanziamento del terrorismo internazionale adottate dal Consiglio di Sicurezza ONU. Che pongono in risalto come il pagamento del riscatto non è altro che un incentivo non diretto a favore di entità terroristiche. In ambito Unione europea, è stata adottata una strategia contro ogni fenomeno di stampo terroristico con un’unità di primo intervento.

Lo strumento del pagamento del riscatto

È importante, a mio parere, che la comunità internazionale stabilisca che l’utilizzo dello strumento di pagamento del riscatto costituisce un modus operandi del tutto non lecito. Tale strumento che aiuti a liberare l’ostaggio potrebbe essere sostituito da un altro strumento. Che è l’azione coercitiva armata da parte dello Stato Y. Anche senza l’assenso dello Stato X dove si trova il cittadino che è in ostaggio. Nel caso in cui, va precisato, lo Stato X non è nelle condizioni o non sia intenzionato a liberarlo.

Conclusioni sul pagamento

Per concludere, va posto in risalto la questione concernente la prevenzione che ha riguardato la triste avventura durata 18 mesi di Silvia. Mi riferisco al tema della sicurezza. Su cui va rilevato se le organizzazioni non governative, presenti in aree fortemente a rischio, debbano munirsi di guardie armate private per garantire la sicurezza dei loro cooperanti.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close