Economia e Politica

Pd, l’ultimo discorso di Letta da segretario: «Tengo per me amarezze e ingenerosità»

Parla un’ora, il tono dimesso. Enrico Letta apre l’assemblea costituente a Roma, l’ultimo da segretario del Pd, e quando chiude il suo discorso non esita: «È stato un periodo duro, soprattutto per me. Ho avuto soltanto colpi e nessun vantaggio, ma sono rimasto fino alla fine perché convinto che fosse necessario per dare ai quattro candidati la possibilità di rilanciare e scrivere una nuova storia di questo partito».

Letta e i suoi pensieri

Letta ha continuato: «In questi mesi c’è stato il tentativo di sostituire il Pd, ma questo tentativo è fallito. Comunque le amarezze ci sono state e anche le ingratitudini ma le tengo per me». Letta aveva aperto il suo intervento con un minuto di silenzio per le vittime iraniane, un abbraccio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e poi con un invito a tutta l’assemblea: «Il 24 febbraio troviamo davanti all’ambasciata russa ad un anno dall’invasione dell’Ucraina. Io finirò il mio mandato il 26 febbraio ed è l’ultima cosa che voglio fare».

Il Manifesto

Il segretario uscente parla in un’aula semivuota, molti iscritti e militanti sono in streaming. Parla quindi del Manifesto dei valori: «Un documento che avrà bisogno sicuramente di un ulteriore passo. Ma è un documento bello, intensivo, di grande modernità. Lo affiancheremo alla Carta dei valori perché non potevamo fare le pulci al lavoro di Scoppola e Reichlein».

I partecipanti

Nell’aula dell’assemblea i partecipanti sono arrivati distanziati l’uno dall’altro. Anche i quattro candidati alla segreteria sono arrivati all’auditorium a Roma alla spicciolata e l’ultimo è stato Stefano Bonaccini, erano quasi le undici e i lavori erano già cominciati. Più tardi farà una pausa caffè al bar, lì dove si sono ritrovati Dario Franceschini che parlava fitto con Andrea Orlando, Walter Verini, Francesco Verducci. Una battuta di Bonaccini per microfoni e taccuini adatta alla pausa caffè: «Non dobbiamo fare discorsi da bar, dobbiamo sapere stare nei bar perché fino ad ora quando il Pd veniva cercato non c’era mai».

Il ringraziamento di Prodi

Letta aveva finito di parlare e aveva chiuso il suo intervento ringraziando tutti, in particolare Romano Prodi. Ma anche i suoi studenti che sono venuti da Parigi per collaborare con lui: «Spero non si siano pentiti. Io non sono pentito di essere tornato da Parigi». Quindi una battuta sdrammatizzante rivolto alla platea: «Vi garantisco che non ho costruito un partito alternativo al Pd». Dopo Letta la parola a Roberto Speranza, leader di Articolo 1 che sta per rientrare nel Pd: «In questi anni abbiamo giocato troppo sulla difensiva, cari compagne e cari compagni. Care amiche e cari amici dobbiamo far sì che la parola partito non sia più quella parolaccia in cui trent’anni di antipolitica l’hanno fatta diventare» . Nel pomeriggio è previsto il voto dell’assemblea sul Manifesto dei valori.

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