Economia e Politica

Prescrizione, la vera posta in gioco

La crisi non la vuole nessuno, ma i partiti che reggono il Conte bis sono al momento spaccati: da una parte Pd-M5S-Leu, dall’altra Italia viva. Sulla prescrizione si sta giocando uno scontro politico che ha generato, come ha detto il coordinatore di Italia viva Ettore Rosato, una “crisetta” di governo. La crisi non la vuole nessuno, ma i partiti che reggono il Conte bis sono al momento spaccati: da una parte Pd-M5S-Leu, dall’altra Italia viva. Fra questi due schieramenti è in corso da tempo un braccio di ferro con un reciproco scambio di accuse su questo delicato tema della giustizia. 

Maggioranza spaccata: da una parte Pd-M5S-Leu

Da una parte un fronte compatto composto da Pd, M5S e Leu, che hanno raggiunto un accordo proposto dal presidente del Consiglio. Con questa proposta del premier il testo è rimasto identico a quello deciso dieci giorni fa nell’ultimo vertice sulla giustizia e battezzato da Bonafede come ‘lodo Conte-bis’. Nel senso che, rispetto alla sua prescrizione “corta” originaria – si ferma dopo il primo grado per tutti i processi – si passa a una distinta per assolti e condannati. Per i primi la prescrizione continua a correre.

Prescrizione sospesa?

Ma, su richiesta di Bonafede e dopo un paio di riunioni con Pd e Leu, ci potrà essere una sua sospensione per 18 mesi solo qualora la prescrizione rischi di scadere, in modo da celebrare il processo d’appello, se il pm ovviamente impugna. Per i condannati invece la prescrizione si ferma. Il processo deve essere celebrato in tempi rapidi. Se l’imputato viene condannato di nuovo si ferma definitivamente, altrimenti se viene assolto potrà recuperare con un bonus un tempo pari alla prescrizione perduta. Inoltre anche nell’ultimo grado di giudizio la prescrizione può essere sospesa per gli assolti per sei mesi se rischia di scadere nel giro di un anno.

La minaccia del 24 febbraio sulla prescrizione

È il giorno in cui il disegno di legge Costa, che cancella la legge Bonafede originaria, andrà in Aula alla Camera. Proprio in quel ddl la maggioranza vorrebbe inserire l’emendamento sul ‘lodo Conte bis’ per modificare subito la legge Bonafede. Iv ha già annunciato che voterà invece per la sua cancellazione come propone Costa. I renziani insistono sul lodo Annibali articolato in due punti, il primo il rinvio di un anno della riforma Bonafede sulla prescrizione. Il secondo il ritorno in vita della legge Orlando. Ma le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno detto no. La posizione di Iv al momento è attestata su fatto di un rinvio della riforma Bonafede.

Il retroscena: la lotta di potere dietro lo scontro sulla prescrizione

Dietro lo scontro sulla prescrizione si sta consumando una battaglia politica fra Renzi e Conte in cui uno tenta di sostituire l’altro. Conte sta cercando di rendere Iv irrilevante (al Senato) ai fini della tenuta del governo. Mentre Renzi non ha nascosto critiche alla gestione del premier ventilando anche la possibilità di una sua sostituzione. Nel frattempo il Consiglio dei ministri ha votato l’altra sera la riforma del processo penale attesa da anni che accorcia sensibilmente la lunghezza dei processi. All’interno di questa riforma penale è stato inserito il ‘lodo Conte bis’, fatto questo che ha ‘rasserenato’ un po’ Renzi in quanto il tutto avrà un iter di legge parlamentare con tutte le possibilità che ciò comporta.

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