Economia e Politica

Salute pubblica e deroga sul diritto di circolazione

Ciascuno di noi ormai è a conoscenza della malattia provocato dal COVID-19 ossia il corona-virus e l’anno della sua prima apparizione cioè il 2019. Di certo, non compete a chi scrive delineare il quadro clinico di questa nuova epidemia. Ma ritengo di dover affrontare tale problematica sul piano prettamente giuridico internazionale. Mi riferisco alle misure protettive per la salute pubblica che sono state adottate per evitare il diffondersi del COVID-19. Tra cui quelle concernenti la libertà di poter circolare e la libertà di movimento. Come ben sappiamo ci sono stati casi in cui molti cittadini, in particolar modo italiani, sono stati oggetto di respingimento alle frontiere. Ma anche a livello interno, ad esempio, del nostro Paese dove le autorità italiane hanno provveduto a sigillare determinate zone del nord. Per evitare il diffondersi di tale epidemia.

Salute pubblica contro tutela personale?

Qualcuno si è posto, giustamente, il problema se le misure adottate da alcuni Paesi possano andare contro la tutela della persona. E, quindi, essere considerate illecite. È abbastanza scontato che ogni cittadino parte di questo pianeta ha il diritto di muoversi in modo libero. Sia nello suo Stato di residenza, sia di uscire da esso che farvi ritorno. Quanto detto è contenuto in determinati strumenti internazionali, come, ad esempio, la Dichiarazione universale dei Diritti Umani, quale pietra angolare della tutela della persona umana. Come il Patto sui Diritti civili e politici delle Nazioni Unite. Che sancisce il diritto che ciascuno di noi ha di circolare liberamente sia dentro che fuori il proprio luogo di residenza. Tuttavia, tali diritti possono subire una limitazione per esigenze di tutela della salute pubblica ovvero in presenza di focolai di infezione come il COVID-19. A livello di Unione europea, ogni cittadino di uno Stato membro dell’Unione ha il pieno diritto di muoversi. E circolare liberamente nei territori di altri Stati membri. Ai sensi di alcuni Trattati UE e anche della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione.

Salute pubblica e limitazioni alla persona

Le limitazioni, che scattano nel momento in cui entra in scena la causa prettamente di salute pubblica, possono essere poste in funzione in presenza di una malattia epidemica. Esse sono la quarantena, l’isolamento, la chiusura di luoghi pubblici e il divieto di incontri di massa, delineate da strumenti appropriati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Queste limitazioni, inter alia, possono essere impugnate dinanzi a organismi giurisdizionali. Nel documento adottato dal Consiglio UE della metà di febbraio sul COVID-19, non sufficiente, si fa appello a tutti gli Stati membri UE di adottare ogni misura appropriata circa il controllo dei viaggi. In connessione con la libertà di circolazione all’interno dell’Unione che deve essere regolarmente funzionante.

L’UE può intervenire?

L’UE, in un certo senso, non ha competenze circa la libertà di movimento nell’ambito territoriale nazionale di ogni Stato membro dell’Unione. A livello europeo, in realtà, c’è il Protocollo n.4 allegato alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali. Ratificato dall’Italia nel 1982, che delinea il riconoscimento di alcuni diritti e libertà. Come, per l’appunto, il diritto di poter muoversi all’interno del territorio statale. Ma anche di limitare il diritto di circolare liberamente per ragioni prettamente di protezione della salute che può essere oggetto di restrizioni. Difatti, le autorità di governo del nostro Paese ha adottato restrizioni nelle aree del nord Italia. La sicurezza e l’ordine pubblico scattano nel momento in cui si affacciano fenomeni che possono destabilizzare una nazione. Come il caso del COVD-19, congelando la piena libertà di movimento garantita dai documenti internazionali che concernono i diritti umani.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close