Economia e Politica

Salvini chiama Berlusconi: in settimana vertice con i ministri. E sbeffeggia Brunetta

L’appuntamento settimanale tra Lega e Forza Italia alla fine s’ha da fare. Come aveva espressamente chiesto i leader della Lega al vertice del centrodestra che si è tenuto lo scorso martedì nella villa di Berlusconi. Matteo Salvini e Silvio Berlusconi in settimana si vedranno insieme con i loro rispettivi ministri. I leader di Lega e Forza Italia lo hanno concordato durante la pausa dell’udienza Open Arms in corso a Palermo, dove l’ex ministro dell’Interno è accusato di sequestro di persona. “Ho sentito Berlusconi e ci vedremo la prossima settimana, come ho chiesto da mesi, finalmente ci siamo. Io, lui e i sei ministri, perché c’è la manovra di bilancio, la legge sulla concorrenza, la riforma degli appalti, la delega fiscale, la riforma della PA, ci sono tanti temi che il centrodestra unito affronta in maniera concreta” ha dichiarato Salvini che poi ha fatto sapere di aver scritto anche a Giorgia Meloni. “Voglio una squadra compatta, una coalizione compatta, poi ciascuno è libero di stare in maggioranza e opposizione, ma siccome vogliamo governare questo paese appena si torna a votare, e vogliamo essere determinanti per l’elezione del capo dello Stato a febbraio, basta coi litigi e con le polemiche. Uniti nei comuni, alle regioni e in parlamento. Il confronto sarà settimanale” ha continuato il leader della Lega. 

I temi da affrontare. Salvini: “Ho sentito Draghi su Rdc e pensioni” 

All’inizio, la richiesta da parte di Salvini di un incontro settimanale con gli azzurri non era stato preso in considerazione. Ora però l’obiettivo sembra chiaro ed è quello di trovare proposte comuni da presentare all’interno del governo, così da far pesare di più il contributo di Lega e Forza Italia. Come ha spiegato Salvini il primo tema su cui confrontarsi è la manovra di bilancio. Senza dimenticare però pensioni e reddito di cittadinanza. “A me non interessa la forma, mi interessa la sostanza. Durante una pausa del processo ho scritto al Presidente Draghi. Sono disponibile a incontrarlo da oggi in avanti quando vuole – ha dichiarato Salvini uscendo dall’aula bunker di Palermo – Perché sarebbe un errore rifinanziare il reddito di cittadinanza e tagliare le pensioni”. Il leader della Lega ha sottolineato come per lui sia fondamentale che “dal primo gennaio non ci siano scalini o scaloni o riavvicinamenti alla Fornero e che venga garantito il diritto alla pensione, alle donne, ai lavoratori usuranti, ai dipendenti delle piccole e medie imprese”. “Leggere di tre o cinque anni di scaloni dal 2022 in avanti non è assolutamente utile in un paese che si sta rialzando. Quindi, finita la parentesi giudiziaria noi stiamo lavorando sulla manovra economica” ha aggiunto. 

Una settimana complessa per il centrodestra 

La telefonata tra Salvini e Berlusconi con la decisione dell’incontro settimanale è solo l’ultimo dei tentativi di ricompattamento della coalizione di centrodestra, in una settimana davvero complicata. Prima i ballottaggi con risultati non brillanti per la coalizione. Quindi il vertice a Villa Grande in cui Salvini e Berlusconi insieme alla leader di FdI Giorgia Meloni hanno deciso di procedere compatti in vista del voto per il Quirinale. Poi ancora le spaccature dentro Forza Italia e le critiche da parte di Gelmini e Brunetta. In un’intervista di ieri il ministro della Pa ha lanciato la proposta di una nuova coalizione a sostegno di Draghi, che ricomponga le attuali forze intorno ai tre poli europei socialista, liberale, popolare. L’azzurro è convinto che se nel centrodestra l’egemonia resta in mano a Lega e Fratelli d’Italia, “la coalizione è inevitabilmente perdente”, come si è visto alle elezioni amministrative e “lo si vedrà anche alle politiche”. 

Salvini si propone leader ma non considera Brunetta

Oggi Salvini si ripropone come colui che è in grado di ricompattare la coalizione e chiede di smetterla con litigi e polemiche. Ma il leader della Lega non ha ancora sentito Brunetta. “Per lui c’è tempo – ha detto oggi – primo ho dovuto sentire il giudice”. 

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